Quand’è che la gente è diventata la “Ggente”?


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Imposta dal risultato del M5S alle ultime elezioni e spesso promossa in rete come parodia di una verace espressione di "popolo" contro la "casta" con la K, la categoria della Ggente con due G è certamente quella dominante in questa fase politica, nell'azione dei partiti e nella discussione pubblica. È un'area circoscritta dall'ostentata genuinità e dall'interpretazione dei sentimenti "della strada", un collegamento diretto con le mitologiche "pance" del Paese. E in un'opera di smanioso corteggiamento, tutte le parti politiche si sono fatte "Ggente", offrendo al pubblico le loro interpretazioni della cosa: Grillo, ovviamente, è leader di Ggente, che con la lingua della Ggente - e un esercito di "faccie pulite" da Ggente - si pone in opposizione alle kaste di tutti i colori, dei politici, dei giornali, dei professoroni.

Il Pd ha cercato di inseguire e dirsi Ggente, nella sua elaborazione più cerebrale e progressista che ha portato due entità "civiche" a presiedere le Camere, e a mostrarsi giovane a tutti i costi col capogruppo di Montecitorio - anche l'inintellegibile storia del "giaguaro", volendo, forse doveva essere "Ggente". Renzi, non ultimo, è andato a raggiungere la Ggente raccolta in preghiera nella sua Terra Santa, il serale della De Filippi. E Ggente è chiaramente il Pdl, da sempre - ben prima di Grillo, e insieme alla Lega - capace di offrire una sintesi commestibile dei fatti e delle soluzioni, con tanto di inno nel quale la "Gente ama la gente". Infine Monti con Empy, il cane della Ggente. In Parlamento è tutto un fare largo alla nuova 'razza': giovani, geometri, ingegneri, diplomati e lauree in scienze politiche, professionisti di cose: gente che viene dalla Ggente, la breccia di popolo negli inaccessibili palazzi del potere. La Ggente ha preso il Palazzo e si è fatta linguaggio e istituzione.

Il paradosso è che in 50 anni di I Repubblica, massoneria, servizi deviati, imprenditoria neofascista e colonnelli con inclinaznioni ai colpi di Stato, strategia della tensione, strutture paramilitari "stay-behind" e una sequenza di certamente-non-trasparenti leader DC hanno garantito una certa "stabilità". Mentre l'irruzione della Ggente, dall'altra parte, ha condotto alla più grave e inestricabile crisi politico-istituzionale della storia repubblicana (definizione di Scalfari), per lo più risolta (al momento) dalla sospensione del concetto di "Governo espressione del voto popolare". Ci vedo del sano umorismo.

(CIAO A TUTTI è una specie di rubrica talvolta satirica fondata da Eugenio Scalfari).

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