Fuori da qui

In diretta dall’Egitto: ancora un lutto

8 Agosto 2012 3 min lettura

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In diretta dall’Egitto: ancora un lutto

2 min lettura

Jasmine Isam 
@valigiablu - riproduzione consigliata

Jasmine Isam è nata a Roma da padre egiziano e madre italiana. Dal 1997 vive al Cairo con il marito archeologo col quale gestisce un'AGENZIA DI VIAGGI. Mamma di due bambini sostiene la Rivoluzione alla quale partecipa in piazza e attraverso un suo BLOG che stiamo ospitando.

 

Ancora un lutto
Domenica scorsa, 5 agosto, sedici soldati egiziani sono stati uccisi al confine con Israele, nel nord del Sinai, da personaggi ancora non identificati.
Sedici giovani uomini sono stati uccisi a sangue freddo nel momento più bello delle giornate del mese del Ramadan, durante la rottura del digiuno.

Non vi parlerò di complotti, di mandanti, di esecutori.... anche se io avrei già la mia opinione personale.
Non serve a nulla, almeno qui, puntare il dito su qualcuno.
Mi auguro che questo lo faccia in maniera consapevole e determinata chi di dovere, e che ogni tanto giustizia sia fatta sulle morti gratuite e sul sangue che continua a scorrere su questo paese.

Per la seconda volta, in meno di anno, l'Egitto è di nuovo in lutto nazionale.
La prima volta, a febbraio, a seguito della sanguinosa strage di Port Said (ne parlammo QUI).
Ed ora a seguito di un attentato terroristico ai danni di soldati che non avevano neanche 25 anni.
Il presidente Morsy ha proclamato tre giornate di lutto nazionale e le fasce nere sono ricomparse sugli schermi delle televisioni e nei programmi gioiosi del Ramadan.
Tantawi si è recato a visitare i sette soldati feriti che si trovano all'ospedale militare del Maadi, mentre Morsy si è recato al confine per vedere con i propri occhi quello che sta accadendo.

Nelle strade, nelle cittadine del nord Sinai, gruppi spontanei di manifestanti hanno cominciato ad esprimere il proprio lutto e in quasi tutte le moschee egiziane è stata dedicata una preghiera ai sedici giovani martiri egiziani.

È di poco fa la notizia che Amr Mousa, segretario generale della Lega araba, abbia incitato Morsi a rivedere, ora più che mai, i dettagli della sicurezza del trattato di Camp David. Aspettiamo la verità, se mai ci sarà, e la reazione decisa di Morsy, che ha promesso che “i colpevoli saranno puniti”.

Ancora una volta mi chiedo se avranno mai giustizia tutte le madri e tutte le mogli dei centinaia di ragazzi che da quasi due anni continuano a morire in questo paese.

“Chi uccide un essere umano è come se avesse ucciso tutta l'umanità; e chi salva una vita è come se avesse salvato tutta l'umanità”, versetto 32 della quinta sura del Sacro Corano.

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