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La strategia russa in Germania: agenti online, disinformazione e infiltrazioni politiche

3 Novembre 2025 6 min lettura

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La strategia russa in Germania: agenti online, disinformazione e infiltrazioni politiche

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Negli ultimi anni la Russia ha condotto una vera e propria guerra ibrida verso l’Europa, combinando sabotaggi, campagne di disinformazione e spionaggio. C’è stato inoltre spazio per l’allargamento dell’influenza politica alle sponde estreme, tanto a destra quanto a sinistra. 

Un’inchiesta di Euronews ha ricostruito come questa strategia abbia operato in Germania, puntando a creare insicurezza e ad alimentare divisioni. Le autoritĂ  tedesche segnalano il reclutamento di “agenti di basso livello” via social, pagati poco per compiti minori (foto a infrastrutture, graffiti, piccoli incendi): ciò che conta non è la collocazione politica ma la capacitĂ  di disturbo. 

L'antimodernismo e la propaganda

“Qui in Occidente, spesso ci sono persone che mettono like a immagini di Putin o condividono meme correlati. Vengono poi contattate, con l’obiettivo di attirarle lentamente e farle crescere”, spiega a Euronews l’analista Dietmar Pichler. Per Hans Jakob Schindler, direttore del Counter Extremism Project, “l’appartenenza politica è in gran parte irrilevante, perché la Russia sostiene tutti i movimenti estremisti in Germania e in Europa”.

Il presidente del BfV (il Bundesamt fĂĽr Verfassungsschutz, servizio di intelligence interno federale tedesco) Sinan Selen ha descritto questa dinamica di reclutamento come  “non limitata a singoli individui o partiti”, ma “particolarmente forte agli estremi dello spettro politico”. “Sia a sinistra sia a destra ci sono tentativi di stabilire contatti”, ha detto Selen.

Questo si è riflesso in parte nelle evoluzioni e nei cambiamenti ideologici di queste frange. Secondo il ricercatore Johannes KieĂź, ad esempio, nella nuova destra tedesca le teorie razziali classiche si sono spostate verso “l’etnopluralismo”, secondo cui ogni “gruppo etnico o culturale” deve rimanere separato per preservare la propria “purezza”, e deve quindi avere un proprio spazio. 

Sul versante opposto, i gruppi di estrema sinistra rifiutano la NATO e gli Stati Uniti, considerandoli “potenze imperialiste” responsabili insieme al capitalismo delle disuguaglianze globali. Per Kieß queste visioni hanno un terreno ideologico comune nel rifiuto della modernità e dei suoi valori. Questo elemento di rifiuto porta quindi a vedere nella Russia un possibile “contrappeso” allo strapotere dell’Occidente.

La propaganda gioca ovviamente un ruolo decisivo. Nel 2022 un’inchiesta di Vice si occupava di Redfish, progetto con base a Berlino che si presentava come testata “progressista”, ma che in realtà era sostenuto dal Cremlino. Poche ore dopo l’invasione del 24 febbraio 2022, il sito pubblicava per esempio una mappa, poi divenuta virale, di “attacchi aerei avvenuti nelle ultime 48 ore” (Ucraina, Siria, Yemen, Somalia) accompagnata dallo slogan “condanniamo tutte le guerre”. L’immagine era stata prodotta dal Cremlino, e l’azienda stessa dietro al sito era composta da ex dipendenti di Russia Today. Il sito obbediva a una strategia di “benaltrismo”, puntando l’attenzione su altri crimini o misfatti, per deviare il dibattito dalle responsabilità russe.

Secondo Euronews, nel 2025 il meccanismo si è aggiornato con Red, sito subentrato a Redfish e poi chiuso a maggio. Dietro Red  c’era la turca AFA Medya, il cui fondatore, HĂĽseyin DoÄźru, è giĂ  presente nell'elenco delle sanzioni dell'UE per i suoi legami con la Russia. 

A giugno, il ministero degli Esteri tedesco ha confermato che la nuova piattaforma veniva utilizzata dalla Russia in una campagna di disinformazione rivolta a dividere la società tedesca. I gestori di Red hanno negato ogni connessione con Redfish, definendosi “anti-colonialisti a sostegno della Palestina”. Per la diplomazia tedesca l’obiettivo perseguito è lo stesso: sfruttare temi reali per spingere narrazioni utili a Mosca.

Le convergenze politiche e il pericolo dell’AfD

Questa convergenza riecheggia anche a livello politico-elettorale. Il 2024 ha infatti consolidato due vettori favorevoli all’amplificazione delle narrazioni pro-Mosca. Da un lato l’AfD, che ha fatto della critica alla linea su Kyiv un pilastro della campagna a Est. Dall’altro il BĂĽndnis Sahra Wagenknecht (BSW), partito populista di sinistra che combina statalismo economico, linea restrittiva su migrazione e richiesta di un cambio di rotta verso la Russia; una linea che, a differenza dell’AfD, è uscita pesantemente ridimensionata dalle ultime elezioni. L’11 giugno 2024, mentre Volodymyr Zelenskyy parlava al Bundestag, “un gran numero di deputati AfD ha lasciato l’aula — così come i membri del BSW”: un gesto che ha reso visibile la convergenza “a ferro di cavallo”, tanto che Deutsche Welle ha definito i due partiti “i migliori amici della Russia in Germania”. 

Nel 2025, in Turingia, il ministro dell’Interno Georg Maier (SPD) ha invece accusato l’AfD di abusare delle interrogazioni parlamentari per ottenere informazioni dettagliate su trasporti, rete idrica, infrastrutture digitali ed energetiche, tecnologie anti-drone in dotazione alla polizia e perfino attività dell’esercito: “sembra che l’AfD stia spuntando una lista di compiti assegnati dal Cremlino”. Secondo Maier, il gruppo AfD in Turingia ne ha presentate 47 in dodici mesi, con livello di dettaglio crescente. L’AfD ha respinto le accuse e minacciato azioni legali. Ma secondo Marc Henrichmann (CDU), presidente del comitato di controllo dei servizi, avverte: Putin starebbe usando l’AfD come “strumento compiacente”, e la leadership del partito non sembra “capace di prevenire questa forma di tradimento”.

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Una strategia di reclutamento e sabotaggio diffusa in Europa

Le modalitĂ  operative descritte dai servizi tedeschi trovano eco anche nel resto d’Europa, per quanto riguarda il reclutamento di sabotatori. Secondo documenti giudiziari e fonti di intelligence citate dal Guardian, Mosca ha avviato in Europa una campagna di sabotaggi piccoli ma ripetuti, difficile da attribuire con certezza. 

Gli esecutori vengono reclutati online (ad esempio via Telegram), pagati in criptovalute, spesso senza sapere per chi lavorano, mentre i loro coordinatori restano in Russia. Tra i casi ricostruiti: l’Ikea di Vilnius data alle fiamme, sette imputati nel Regno Unito per un incendio contro un’attivitĂ  legata all’Ucraina, cinque bare con la scritta “Soldati francesi in Ucraina” lasciate sotto la Torre Eiffel, numerosi incendi sospetti in Polonia. 

Un caso esemplare è “Serhiy S.” (così identificato dalla polizia polacca). Assoldato online da un sedicente “imprenditore di Kyiv” per un incendio nella città polacca di Wrocław, viene poi tradito dallo stesso account dell'uomo, che ricompare in un canale neonazista offrendo una taglia su un obiettivo che Serhiy aveva fotografato. Arrestato nel gennaio 2024, Serhiy è stato condannato a otto anni nel febbraio 2025. Una fonte di intelligence ha riassunto la logica dietro la strategia di casi del genere: “Queste persone sono usa e getta, a Mosca non importa di loro.”

Proprio dalla Germania, però, arriva una delle prime risposte istituzionali strutturate a questa minaccia ibrida. A metà ottobre, il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato un “nuovo piano d’azione globale” contro le interferenze e i sabotaggi di Mosca, che sarà discusso dal Consiglio di sicurezza nazionale. Non sono ancora stati diffusi dettagli, ma il messaggio politico è chiaro: serve una strategia per riconoscere e contrastare la guerra ibrida russa, anche nei suoi aspetti meno eclatanti.

Il capo dell’Ufficio per la protezione della Costituzione, Sinan Selen, ha messo in guardia contro il rischio di diventare “la pedina di un servizio di intelligence straniero”, anche solo inconsapevolmente. Mentre Peter Neumann, esperto di terrorismo, ha sottolineato che la migliore difesa è la resilienza: rendere gli attacchi inefficaci, mostrando che società e istituzioni sono in grado di assorbirli, riconoscerli e reagire. Anche per questo Berlino ha annunciato la creazione di un centro di difesa anti-drone e, più in generale, punta a rafforzare la propria capacità di deterrenza informativa e tecnica.

Negli ultimi mesi, il moltiplicarsi di incursioni con droni sul territorio tedesco ha infatti acuito l’allarme. Dopo le prime notizie apparse sulla stampa, il numero di sorvoli rilevati è aumentato sensibilmente. Secondo il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, la minaccia è “concreta e crescente”. La risposta, come riferito dal Financial Times, potrebbe allargarsi ai paesi NATO: tra loro, alcuni stanno valutando una risposta coordinata alle incursioni russe lungo il fianco orientale dell’Alleanza. Tra le misure discusse figurano un “muro anti-droni” a protezione dello spazio aereo dell’Europa orientale e il rafforzamento delle capacità di rilevamento. Restano ancora perplessità sull'ipotesi di allentare le restrizioni che impediscono l'abbattimento di velivoli russi. Paesi come Francia e Germania temono infatti il rischio di escalation che ne potrebbe seguire.

(Immagine anteprima: frame via YouTube)

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