L’Europa non è un incidente della Storia
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"L’Unione Europea non è un incidente della Storia.
Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei, e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie.
Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie… e so anche che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della Storia.
Ma diremmo che la nostra storia è scritta sul dolore, sul sangue dei giovani britannici sterminati sulle spiagge della Normandia, sul desiderio di libertà di Sophie e Hans Scholl, sull’ansia di giustizia degli eroi del Ghetto di Varsavia, sulle primavere represse con i carri armati nei nostri paesi dell’Est, sul desiderio di fraternità che ritroviamo ogni qual volta la coscienza morale impone di non rinunciare alla propria umanità e l’obbedienza non può considerarsi virtù.
Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi."
Queste parole pronunciate da David Sassoli il 3 luglio 2019, nel giorno del suo insediamento come presidente del Parlamento Europeo, risuonano quantomai attuali in questi giorni di guerre, minacce e tentativi di sabotare il progetto dell'Unione Europea dall'esterno e dall'interno. Abbiamo noi stessi nella nostra storia l'antidoto al virus della degenerazione nazionalista che si sta propagando nelle nostre società.
"Se l'Europa in cui viviamo oggi è un luogo migliore, lo dobbiamo all'Unione Europea e alle conquiste che ha saputo ottenere", affermava Sassoli in un altro intervento durante la commemorazione del 30° anniversario della caduta del muro di Berlino nel 2019. "Lo voglio dire con chiarezza, la democrazia europea, i valori e i principi su cui essa si basa purtroppo non sono irreversibili. Per questo è necessario l'impegno e la determinazione di tutti noi alla loro difesa. Si tratta di una lotta che dobbiamo condurre tutti i giorni, senza sosta. Sono convinto che si tratta di una battaglia che possiamo vincere solo se staremo insieme.
E dobbiamo farlo opponendoci con tutte le nostre forze a coloro che mistificano i fatti della storia, che danno risposte semplici a problemi complessi, che confondono il legittimo orgoglio che ciascuno di noi prova per il nostro paese, per il proprio paese e la propria cultura con l'odio e il disprezzo per gli altri. Non è una battaglia facile e mi riferisco in particolare ai più giovani, che quella storia non l'hanno vissuta ma l'hanno appresa magari sui libri o in rete o su internet. È a loro che in questo momento desidero rivolgermi con particolare affetto perché è in loro che riponiamo le nostre speranze."
David Sassoli moriva quattro anni fa, l'11 gennaio 2022. È stato presidente del Parlamento Europeo dal 2019 al 2022 e vicedirettore del TG1 dal 2006 al 2009.
Immagine in anteprima via Parlamento Europeo







