È facile finire nei libri di storia se sai come farlo


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Lo sappiamo benissimo: i libri di storia finiscono dove finisce il programma da studiare per l'esame di Stato - in genere "Guerra Fredda-Ragioni". Al punto da chiedersi se le ben note teorie sulla fine della Storia fossero a loro tempo plausibili, se non fosse il caso di spostare il triplice fischio universale al ritorno del mullet, o se qualcuno, nell'ufficio stile 70's di qualche casa editrice (un signore con baffi biondi, sigaretta in bocca e occhiali da vista con le lenti giallastre che chiameremo per convenzione Pernambùco), sta scegliendo se e come andare avanti negli aggiornamenti da tramandare a chi verrà dopo di noi.

Il signor Pernambùco in questi giorni tornerà a darsi da fare dimenticando gli inutili e polverosi dibattiti di cui sopra. Sono pochi quelli che possono vantare di aver fatto il loro ingresso nei libri di storia in tempi recenti: quelli che ritwittano le rivoluzioni arabe, il papa dimissionario, il primo al mondo che farà un'imitazione delle imitazioni di Gigi Sabani (ancora alla ricerca). L'impresa è però riuscita a un manipolo di dirigenti politici coinvolti nella rielezione al Quirinale di Giorgio Napolitano, ritenendo assai improbabile che la prima storica riconferma di qualcuno alla Presidenza della Repubblica non debba alla fine passare per le pagine dei manuali scolastici e della memoria condivisa.

Nello spiegare le ragioni del bis, gli estensori saranno infatti costretti a citare alcuni dei passaggi e dei contorsionismi politici che hanno portato, in fila e in ginocchio, più di metà della classe dirigente italiana davanti a Napolitano per implorarlo d'accettare un nuovo settennato. Sarà necessario parlare di bocciature e fini strategie, caute offerte e tradimenti, in un contesto più generale da afferscare metodici. Un plauso dunque all'ingresso in libri e programmi scolastici a - tra gli altri - Bersani Pierluigi, Letta Enrico, Bindi Rosi, Marini Franco, Franceschini Dario, Prodi Romano, Alfano Angelino, Mussolini Alessandra, Quagliariello Gaetano, Crimi Vito. Il signor Pernambùco aspira dalla sua Merit e fa cenno di "sì" con la testa.

(CIAO A TUTTI è una specie di rubrica talvolta satirica nota in Giappone col nome di Pro Evolution Soccer 2K13 che fino alla settimana prossima girella per Perugia a causa del Festival Internazionale del Giornalismo. Ci si dice CIAO A TUTTI lì dai - e anche qui).

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