Migliaia di ologrammi manifestano a Madrid contro la Legge Bavaglio

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Uno degli obiettivi politici della discussa Legge di Sicurezza Cittadina era assicurarsi che quell’immagine del Parlamento spagnolo circondato dai manifestanti, che chiunque ha visto sui giornali almeno una volta, rimanesse un ricordo del passato. Con la recente approvazione definitiva del decreto, che tra le altre cose proibisce protestare davanti agli edifici governativi, l’esecutivo di Mariano Rajoy ha raggiunto il suo obiettivo. O quasi.

Venerdì sera migliaia di ologrammi hanno manifestato davanti al Congresso dei Deputati contro la Legge Bavaglio, persone di tutto il mondo (Spagna, Russia, Messico, Argentina, Chile, Italia, Germania, Francia, etc.) hanno scannerizzato il proprio corpo sul sito www.hologramasporlalibertad.org, o registrato le proprie grida di protesta, mentre altri hanno semplicemente scritto i messaggi che sono finiti sui cartelli. In tutto, hanno partecipato più di 18.000 persone. E il risultato è sorprendente.

Se la tipica foto di manifestanti imbavagliati in piazza smette di essere uno scatto notiziabile (quante volte abbiamo visto quell’immagine negli ultimi dieci anni?), allora bisogna pensare qualcosa di nuovo. E a pensarci è stata la Piattaforma No Somos Delito (“non siamo delitto”, nda), che con l’aiuto della tecnologia ha realizzato “la prima protesta di ologrammi della storia”, il cui obiettivo non è la mobilitazione fisica di un alto numero di persone – dato che di una proiezione virtuale si tratta –, ma trovare una maniera originale per catturare l’attenzione dei media.

«Si tratta di una provocazione sarcastica, perché a quanto pare questo è quello che il Governo vorrebbe che facessimo. Solo possiamo manifestare senza scendere in piazza», spiega all’Huffington Post uno dei portavoce, che al contempo ribadisce che manifestare virtualmente non è – e non deve – essere un’alternativa:«continueremo a farlo in carne e ossa».

Qualsiasi dibattito che possa nascere nei salotti televisivi sull’efficacia di questo nuovo tipo di protesta è perciò inutile, dato che l’obiettivo degli organizzatori non è certo quello di esplorare nuovi metodi di lotta virtuali, ma mettere a nudo – intelligentemente – il carattere surrealista di quella che secondo Amnesty International, l'Onu e le organizzazioni per il rispetto dei diritti umani è una legge antiprotesta repressiva che mette a rischio la democrazia del paese.

Più che una protesta, infatti, a molti è sembrata un’opera d’arte distopica, e non si sono fatti attendere sui social network i commenti di chi vede analogie con l’universo narrativo della celebre serie britannica Black Mirror. La forza della provocazione non risiede nella mobilitazione in sé, ma nella messa in scena, nell’atto comunicativo e simbolico.

Come si realizza una manifestazione di ologrammi

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Durante mesi chiunque ha potuto partecipare all’iniziativa promossa dalla piattaforma cittadina su Facebook e Twitter. Aprendo il sito www.hologramasporlalibertad.org, parte automaticamente il video di una persona in primo piano che dice:

Con l’approvazione della Legge Bavaglio non potrai manifestare davanti al Congresso dei Deputati, non potrai fare un’assemblea in uno spazio pubblico senza il pericolo di essere multato, non potrai partecipare a una manifestazione senza previo avviso (alle autorità, nda). In definitiva, se sei una persona, non potrai esprimerti con libertà. Solo potrai farlo se ti trasformi in ologramma. Unisciti alla manifestazione di ologrammi contro la Legge Bavaglio.

«Con questa iniziativa vogliamo raccontare un futuro surrealista nel quale le persone non potranno manifestare liberamente per strada», ha dichiarato l’ologramma di Alba Villanueva, portavoce della piattaforma cittadina No Somos Delito, durante un’intervista con i media che hanno coperto la protesta.

Erano presenti, infatti, due tipi di ologrammi: un montaggio delle persone che hanno preso parte parte alla manifestazione (i loro volti, le loro voci e i cartelli) e i portavoce che rispondevano alle domande dei giornalisti.

La tecnica utilizzata consiste nella proiezione di un video su una superficie semitrasparente di sette metri. Quello che si proietta è in realtà un riflesso dell’immagine, che l’occhio interpreta come una proiezione tridimensionale. «Così come quando ci guardiamo in uno specchio non percepiamo la sua superficie ma il mondo riflesso in profondità dietro quel piano, la proiezione di queste persone ci appare come se fosse un ologramma tridimensionale», ha spiegato uno dei realizzatori.

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