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31 Ottobre 2022

USA, Biden accusa le compagnie petrolifere di “trarre profitti dalla guerra” e minaccia una tassa sui ricavi

Il Presidente statunitense Joe Biden ha “minacciato” una nuova tassa sui profitti inaspettati delle grandi compagnie petrolifere e del gas, a meno che non aumentino la produzione per contenere il prezzo della benzina alla pompa. “È ora che queste compagnie smettano di trarre profitto dalla guerra, si assumano le loro responsabilità nei confronti del paese e diano una tregua al popolo americano”, ha detto Biden ai giornalisti. “In un periodo di guerra, ogni azienda che riceve profitti storici come questi ha la responsabilità di agire al di là del ristretto interesse personale, dei suoi dirigenti e azionisti”. Il riferimento a come le grandi aziende dei combustibili fossili stanno riutilizzando i grandi ricavi, spesso per aumentare i dividendi e il riacquisto di azioni piuttosto che per aumentare la produzione, che potrebbe far scendere il prezzo del petrolio e quindi ridurre i loro profitti.

La Exxon Mobil ha registrato un profitto record di quasi 20 miliardi di dollari nel terzo trimestre dell'anno, il 10% in più rispetto al trimestre precedente e il quarto trimestre consecutivo di forti guadagni. Chevron ha registrato profitti per 11,2 miliardi di dollari, appena al di sotto del record stabilito nel trimestre precedente. Anche le società europee Shell e Total Energies hanno dichiarato che i profitti sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le cinque maggiori compagnie petrolifere hanno generato profitti per oltre 50 miliardi di dollari nel secondo trimestre e l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha riferito che il reddito netto totale dei produttori mondiali di petrolio e gas raddoppierà quest'anno rispetto all'anno scorso, raggiungendo la cifra record di 4.000 miliardi di dollari. Una mezza dozzina delle aziende più grandi ha fatto più profitto negli ultimi sei mesi che in tutto l'anno scorso e ottenuto ricavi più di due volte e mezzo maggiori rispetto a quanto guadagnato negli stessi trimestri del 2021, hanno detto i funzionari della Casa Bianca.

Le affermazioni di Biden tuttavia difficilmente si tradurranno davvero in una tassa considerato che il Congresso non è ancora in sessione e sarebbe ancora meno probabile approvare una misura del genere se i Repubblicani conquistassero una o entrambe le camere alle elezioni di medio termine della prossima settimana. [Continua a leggere sul New York Times]

15 Novembre 2022 18:52
Un gruppo di media ha chiesto di imporre una tassa sul clima ai giganti dei combustibili fossili

Il Guardian e decine di testate internazionali hanno pubblicato un editoriale congiunto per chiedere una riflessione radicale su come finanziare l'azione per il clima nei paesi più poveri. Tra i media che hanno partecipato all’iniziativa,  l'Hindu in India e Tempo in Indonesia, il Mail & Guardian in Sudafrica e Haaretz in Israele, Rolling Stone negli Stati Uniti ed El Espectador in Colombia, La Repubblica in Italia e Libération in Francia.

“L'umanità deve porre fine alla sua dipendenza dai combustibili fossili. I paesi ricchi rappresentano oggi solo una persona su otto nel mondo, ma sono responsabili della metà dei gas serra. Queste nazioni hanno la chiara responsabilità morale di dover aiutare gli altri”, si legge nell'editoriale congiunto, coordinato dal Guardian. “Il cambiamento climatico è un problema globale che richiede la cooperazione di tutte le nazioni. Non è il momento per l'apatia o l'autocompiacimento; l'urgenza del momento è su di noi”.

“Con la Cop27 in corso in Egitto, volevamo pubblicare un editoriale ambizioso che mettesse in evidenza la forte sensibilità di molte organizzazioni giornalistiche diverse e dei nostri lettori nei confronti della crisi climatica. Questo editoriale congiunto è una potente dimostrazione di come le organizzazioni giornalistiche di tutto il mondo possano unirsi per collaborare nell'interesse pubblico”, ha spiegato Katharine Viner, caporedattore di Guardian News and Media. [Continua a leggere sul Guardian]

11 Novembre 2022 16:09
Lo spaventoso ritiro del ghiacciaio di Fellaria in un time-lapse: “Non è facile trovare gli aggettivi per descrivere cos’è successo negli ultimi 4 mesi”

Lo spaventoso ritiro del ghiacciaio di Fellaria in un time-lapse della torrida estate 2022: "Tutte le previsioni fatte a giugno, quando avevamo registrato un deficit del 70% di innevamento, sono state confermate e aggravate dalle temperature tropicali che hanno imperversato da maggio ad agosto". Il video è stato realizzato dal Servizio Glaciologico lombardo e testimonia la fusione vissuta dal Ghiacciaio di Fellaria, nell'Alta Valmalenco, negli ultimi 4 mesi, con diverse comparazioni anche pluriennali a partire dal 2019. 

"Non è facile trovare gli aggettivi giusti - scrivono gli esperti del Servizio Glaciologico - per descrivere cos'è successo negli ultimi 4 mesi sui ghiacciai lombardi, italiani, alpini. È pur vero che in un regime climatico caratterizzato da temperature in aumento i record si battono più facilmente, ma l'anno idrologico 2021-2022 è stato qualcosa di più, qualcosa di talmente anomalo da costringerci ad aggiornare tutte le scale grafiche per i nostri bilanci di massa, qualcosa che speravamo non potesse arrivare così presto e con questa forza". [Continua a leggere su Il Dolomiti]

11 Novembre 2022 13:02
Un patto sul clima guidato da Stati Uniti e Giappone offrirà all’Indonesia 15 miliardi di dollari per abbandonare il carbone

 USA, Giappone e altri paesi offriranno collettivamente un accordo di finanziamento per il clima del valore di almeno 15 miliardi di dollari per aiutare l'Indonesia ad abbandonare il carbone, riporta Bloomberg. L'accordo consentirebbe all'Indonesia di accelerare gli sforzi per fermare la produzione di combustibili fossili in eccesso e di limitare i progetti di energia a carbone, fattori che attualmente ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il piano di finanziamento ricalca l’accordo analogo da 8,5 miliardi di dollari per il Sudafrica, delineato durante la COP26 a Glasgow. Sono in corso colloqui per accordi simili con il Senegal e l'India. [Continua a leggere su Bloomberg]

11 Novembre 2022 10:06
TuNur, il modello di esportazione di energia verde dal Nord Africa all’UE

Un'impresa britannico-tunisina sta progettando una gigantesca centrale solare nel deserto della Tunisia, un impianto che richiede un enorme consumo d’acqua. L’energia verde però andrà solo all’Europa, scrivono Arianna Poletti e Aïda Delpuech su Irpi. Finora, i progetti di esportazione di energia solare dal Nord Africa all’Europa erano però stati messi da parte per anni per i costi esorbitanti. Ma con un inverno freddo alle porte, senza il gas russo, e con l’impennata dei prezzi dei combustibili fossili, le contese risorse del Nord Africa hanno solleticato l’interesse degli Stati europei. “A maggio 2022 l’Unione Europea ha annunciato di voler aumentare gli obiettivi di energia prodotta da fonti rinnovabili fino al 40% entro il 2030, dotandosi di 600 GWh supplementari di energia solare. Ma il vecchio continente non ha né lo spazio né le risorse per produrre internamente la totalità del proprio fabbisogno di energia verde. Ed ecco che gli annunci di mega progetti di centrali solari in Nord Africa, così come quelli di cavi sottomarini nel mediterraneo, non fanno che moltiplicarsi”, scrivono Poletti e Delpuech. «Non ci opponiamo alle rinnovabili, ma chiediamo una transizione energetica equa, che prenda in considerazione le rivendicazioni sociali e ambientali locali e non riproduca le dinamiche dell’industria fossile», ripetono le comunità che osservano l’installazione dei pannelli solari europei dalla finestra di casa. [Continua a leggere su Irpi]

9 Novembre 2022 03:48
Regno Unito, il primo ministro Rishi Sunak pronto a una grande tassa sui profitti extra delle compagnie energetiche

Il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, e il cancelliere Jeremy Hunt starebbero pensando a un aumento delle tasse sui profitti extra delle compagnie petrolifere e del gas per raccogliere circa 40 miliardi di sterline in cinque anni. L’intenzione di Sunak e Hunt, scrive The Times, è di “aumentare l'aliquota dal 25% al 30%, estendendo il prelievo fiscale fino al 2028”. Secondo le stime del governo, questo garantirebbe un aumento delle entrate del 50%. Tuttavia, le entrate potenziali sono incerte a causa della volatilità dei prezzi del gas". [Continua a leggere su The Times]