Twitter alla conquista del mercato televisivo globale

Dopo l’accordo con Nielsen per integrare dati d’ascolto e attività social, Twitter acquista Bluefin Labs, una sofisticata piattaforma di analisi delle conversazioni online legate agli eventi televisivi che apre la strada al real-time marketing.


AGGIORNAMENTO 6 FEBBRAIOTwitter e Bluefin Labs confermano la notizia dell’acquisizione sui rispettivi blog.

La notizia è apparsa la scorsa notte su Business Insider: stando a quanto riferiscono fonti molto accreditate, Twitter sarebbe sul punto di acquistare Bluefin Labs, la società di social analytics nata nel 2008 in seno al prestigioso MIT Media Lab (il costo dell’operazione dovrebbe aggirarsi tra i 50 e i 100 milioni di dollari). Bluefin Labs dispone di una tecnologia che permette di analizzare semanticamente le conversazioni che avvengono sui social network durante i programmi televisivi, fornendo un feedback accurato sulla quantità e la qualità del buzz che generano show e spot pubblicitari.

Dopo l’accordo stipulato con Nielsen lo scorso dicembre che ha spianato la strada all’integrazione dei classici dati d’ascolto televisivi con quelli relativi all’attività su Twitter, il social network mira ad imporsi sul mercato televisivo portando a casa una piattaforma di analisi dei dati altamente sofisticata che ha dimostrato già da tempo la propria efficienza.

Twitter si aspetta di guadagnare 1 miliardo di dollari in pubblicità nel 2013 e l’acquisizione di Bluefin Labs – se andrà in porto – servirà proprio a convincere gli inserzionisti ad acquistare spazi pubblicitari sul social network, fornendo loro dati molto accurati sulle percentuali di engagement degli show e sulla capacità di determinati spot commerciali di catalizzare l’attenzione del pubblico televisivo.

La recentissima edizione del SuperBowl ha dimostrato ulteriormente la forza di Twitter nell’imporsi come il terreno privilegiato per le conversazioni online connesse ai grandi eventi televisivi, soprattuto durante il blackout che ha paralizzato la CBS e gli altri network che trasmettevano l’evento (anche se i numeri sono stati comunque da record). Solo due anni fa gli inserzionisti del SuperBowl avrebbero accusato gravi perdite in caso di interruzione dell’evento televisivo: due giorni fa, invece, il blackout si è rivelato essere un’occasione ghiotta per quei brand (Audi, Calvin Klein, Oreo e Tide) che hanno approfittato della defaillance televisiva per precipitarsi sui social network e mettersi in contatto con il pubblico che intanto si sfogava utilizzando hashtag come #poweroutage e #blackout.

L’ad creato e diffuso da Oreo su Twitter durante il blackout

Assai interessante è il caso di Oreo, che ha messo a lavorare la propria squadra di creativi non appena si sono spente le luci del Mercedes-Benz Superdrome, generando un ad diventato virale in pochi minuti.

Al di là della fatalità che ha condizionato il regolare svolgimento del SuperBowl, i grandi brand hanno capito già da tempo le potenzialità di Twitter e non è un caso che il 50% degli spot pubblicitari trasmessi negli intervalli del più importante match di football dell’anno menzionassero Twitter (Facebook si è fermato all’8%, Google+ non pervenuto).

Cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro? Se i report diffusi si riveleranno accurati (e il silenzio stampa delle parti coinvolte lascia intendere che l’accordo esiste e sta per essere chiuso), Twitter porterà a casa un altro tassello fondamentale per la sua ascesa nel mercato televisivo globale. Gli inserzionisti interessati potranno acquistare spazi pubblicitari avendo a disposizione in tempo reale tutti i dati sull’engagement e sul sentiment, ovvero sulle reazioni positive/negative rispetto a programmi e spot. Sarebbe una svolta importante per Twitter, ormai sempre più lontano dall’identità di social network e sempre più vicino a quella di una vera e propria media company.

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Scalda sedie con successo dal 1981. @liviacolare



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