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Ebola, falsi allarmi e casi sospetti che si rivelano non-notizie. La responsabilità dei media

I media avrebbero il dovere di verificare ed evitare di dare in pasto alla psicosi collettiva un allarme destinato a sgonfiarsi in breve tempo.

tc

Il Twitter che odia diventa un premio e vince l’Internet #tcoa14

Nato per scherzo meno di un mese fa, un account collettivo di disadattati che non si conoscevano fra di loro cerca di mettere in scena una parodia sugli svariati premi della rete italiana

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Silvio assolto: il ciclo della notizia

Breve storia del Rubygate > Il popolo del web si spacca > Patto del Nazareno LOL > La reazione dei giornali > Oblio > Riformissime.

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Raccontare la crisi di governo non serve a niente

Il voto di fiducia a Enrico Letta e il caos nel Pdl impongono la sfida di parlare in modo sensato di un flusso continuo di contraddizioni, annegate nella «dittatura del tempo reale». Ma vale la pena raccoglierla?

fdd

Il partito di Breivik non esiste e non ha vinto le elezioni in Norvegia

Nel paese scandinavo non ha vinto l’estrema destra come certi media italiani sostengono: le elezioni sono andate in maniera molto diversa.

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Dire la verità, in comunicazione, paga sempre?

Le dieci caratteristiche di un messaggio autentico. Ma raccontare la propria identità senza trucchi è davvero la scelta migliore?

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Siamo usciti dalla crisi e non ce ne eravamo accorti

Terzo trimestre, fine anno, adesso: la fine della recessione secondo il Ministro Saccomanni rivista mese per mese, fino all’accelerazione di oggi.

qc_

Qual è il prezzo che ognuno di noi, come lettore, è disposto a pagare?

«Siamo convinti che l’informazione sulla rete possa essere gratuita, così come siamo altrettanto convinti che un prodotto editoriale, studiato con cura, che richiede lavoro e professionalità, debba essere pagato».

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Un’italiana freelance a Londra. E ce l’ha fatta

«Qui se sei freelance non sei sfigato, sei una persona che viene scelta perché produce cose che altri non sanno fare».

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Un freelance bravo sul mercato internazionale avrà sempre un’occasione

Francesca Caferri, La Repubblica: «Non credo alla contrapposizione tra freelance e editor. Ci sono solo giornalisti bravi e giornalisti non bravi. È questa la distinzione che mi piacerebbe iniziasse a contare davvero qui in Italia».

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