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Parigi, sei notizie false pubblicate dai media italiani

Attentati in Francia. Tante le notizie che sono state pubblicate dai media internazionali e italiani. Tra queste molte false o non verificate ma diffuse come vere e confermate, come quelle che sono uscite (anche) in Italia.

1) Torre Eiffel spenta per lutto dopo gli attentati

Subito dopo gli attentati terroristici a Parigi, alcuni giornali (come la Repubblica e il Corriere della sera [che poi ha cancellato il post]) e account social hanno pubblicato la notizia che le luci della Torre Eiffel erano state spente in segno di lutto.

Le Monde, in un articolo in un cui smonta alcune bufale sull'attacco terroristico di venerdì 13 novembre, ha però chiarito che la Torre Eiffel viene spenta ogni notte all'una. «Quindi non è stato un tributo – scrive il giornale francese – ma un normale funzionamento». Aggiungendo, poi, che la torre è stata invece «deliberatamente disattivata sabato», il giorno successivo alla strage, in segno di lutto.

2) La foto di uno dei kamikaze in bagno

Il 14 novembre è stata pubblicata l'immagine di uno dei presunti attentatori, con una cintura esplosiva, mentre si scatta una foto in bagno. La notizia, spiega Il Giornale (che l'ha rilanciata), è stata diffusa in Italia da un giornalista sul Fatto Quotidiano che, contattato da SkyTg24, ha raccontato «di esser riuscito ad ottenere la foto grazie a suoi contatti, francesi e inglesi, che hanno abbandonato il Vecchio Continente e che ora si trovano nello Stato islamico».

via Fatto Quotidiano
via Fatto Quotidiano

La notizia però, come mostrato da BuzzFeed, si basava su un fotomontaggio.

Dopo la smentita, i giornali hanno dovuto modificare i loro pezzi per chiarire l'errore (compresi il Fatto Quotidiano e Il Giornale, anche se i titoli con il lancio della (falsa) notizia, come si può leggere, sono rimasti gli stessi).

Racconta inoltre Adriano Biondi su Fanpage che la persona ritratta nella foto, riconosciutosi, ha deciso «di intervenire direttamente e, giustamente, in maniera piuttosto piccata su Twitter (sottolineando, tra le altre cose, di non essere musulmano, come è chiaro dal turbante, di vivere in Canada e di non essere mai stato a Parigi in vita sua)».

3) L'addetto alla sicurezza musulmano che ha impedito a uno degli attentatori di entrare allo stadio

Diverse testate giornalistiche (come ad esempio Vanity Fair che poi ha rettificato, la Repubblica e Huffington Post) hanno riportato la storia di Zouheri, ragazzo musulmano, che lavorando allo stadio come addetto alla sicurezza, la notte del 13 novembre prima dell'incontro Francia – Germania, avrebbe «respinto ai tornelli uno dei terroristi kamikaze che si è fatto saltare in aria».

via Huffington Post
via Huffington Post

Ma come viene spiegato da Le Monde e dal blog Disinformatico di Paolo Attivissimo si tratta di una storia non corrispondente al vero:

[...] Il sito antibufala Snopes spiega che in realtà l’addetto ha semplicemente raccontato a un giornalista del Wall Street Journal quello che è successo allo Stade de France. Non ha indicato la propria religione, non ha interagito con i terroristi e non è intervenuto personalmente per salvare centinaia di vite.

4) I terroristi comunicano tra loro con la Playstation 4

Alcuni testate (come Il Giornale e l'Unità) hanno pubblicato la notizia che i terroristi di Parigi per comunicare tra loro avrebbero utilizzato una Playstation 4. Scrive ad esempio il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti:

Il ritrovamento di una Playstation 4 nell'abitazione di uno dei terroristi del teatro Bataclan, Ismael Omar Mostefai, è più di un indizio. Il ministero dell'Interno belga e fonti di intelligence americane sostengono che con quelle console i terroristi di Parigi comunicavano tra loro e con i quadri del Califfato.

Ma come chiarisce il sito d'informazione tecnologica The Verge si tratta di una questione più complessa e non ancora verificata. La conferenza stampa del ministro degli Interni belga, spiega il giornalista americano, risale infatti a tre giorni prima gli attentati di Parigi e quindi non si riferiva direttamente a quelli. Mentre per quanto riguarda l'informazione secondo cui una Playstation 4 sarebbe stata ritrovata all'interno dell'appartemento di uno degli attentatori si tratta di un errore del giornalista di Forbes che l'ha rivelata, come ammesso da lui stesso. Per questi motivi, spiega il sito Motherboard, non ci sono ancora prove che certifichino l'utilizzo da parte dei terroristi di Parigi di questo metodo di comunicazione.

5) Una Seat nera, guidata da uno dei terroristi, ricercata in Italia

Nel primo pomeriggio di lunedì 16 novembre esce la notizia secondo cui una Seat Ibiza nera, collegata agli attentati di Parigi, sarebbe entrata in Italia. La fonte è una nota del servizio di cooperazione internazionale di polizia inviata agli uffici competenti italiani.

Come racconta Stefania Carboni su Giornalettismo la nota, però, aveva una "segue" in cui veniva aggiunto che non c'era nessuna certezza che l'auto avesse superato il confine italiano, che la macchina era stata segnalata "a tutte le polizie dei Paesi confinanti con la Francia" e che "a bordo dell’auto c’erano tre persone e la targa, la stessa indicata dalle autorità italiane, è incompleta".

In un secondo momento l'Ansa pubblica un altro lancio in cui viene scritto che la polizia stradale «ha diramato le ricerche "a tutte le pattuglie in servizio sulle autostrade del Piemonte e sulla tangenziale di Torino" di una Seat Ibiza nera. A bordo un ragazzo francese» sospettato di essere uno degli attentatori. Fatti e dettagli quindi non chiari, ma che non sembrano aver peso nella copertura di alcuni media e giornalisti.

Dopo varie ore, nel tardo pomeriggio, l'Ansa pubblica la notizia che l'"allarme è rientrato" visto che il questore di Torino ha chiarito di non avere «tracce del passaggio, o della presenza, di quel veicolo sul territorio italiano». Inoltre, continua l'agenzia di stampa, secondo fonti della Polizia «la Seat segnalata a tutte le questure italiane come "verosimilmente coinvolta negli attentati" di Parigi è quella trovata ieri a Montreuil, nei dintorni della capitale francese».

6) La frase che Hollande non ha detto

Su indicazione di Simone Sereni (dopo la segnalazione di Marcello Ciampi) inseriamo anche questa notizia falsa > Secondo alcune testate il presidente Hollande, durante il suo discorso del 16 novembre in Parlamento, avrebbe detto: «Tutte le persone uccise devono essere vendicate».

Ma riascoltando il video e rileggendo la trascrizione sul sito dell'Eliseo, quella frase non compare.

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[Ci sarebbe anche la questione del passaporto trovato a fianco a uno dei terroristi, che lo identificherebbe come un siriano rifugiato in Europa, ma che poi, secondo le ultime informazioni, sembra essersi rivelato un falso. Stiamo seguendo la notizia e verificando quello che sta emergendo, pronti poi ad aggiornare, nel caso, l'elenco]

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