Neutralità della Rete salva (per ora) grazie al Parlamento europeo

[Tempo di lettura stimato: 2 minuti]

Il Parlamento europeo ha approvato oggi 3 aprile, in prima lettura, il regolamento per il mercato unico delle telecomunicazioni (Connected Continent). Il processo legislativo non è, ovviamente, terminato, ma una battaglia importante è stata vinta. Parte delle preoccupazioni sulla direzione che stava prendendo il progetto di legge sono state fugate.
Il testo uscito dalla Commissione europea, nella stesura finale della Commissione ITRE, presentava norme che non lasciavano ben sperare per una tutela adeguata di un internet aperto, e questo nonostante varie modifiche avvenute nel corso dei dibattiti all'interno delle singole sottocommissioni.
Il voto del plenum del Parlamento ha visto, invece, prevalere emendamenti dei Socialdemocratici, Verdi, Sinistra Unita e Liberali (ALDE), portati avanti principalmente da Amelia Andersdotter, Catherine Trautmann, Petra Kammerevert e Marietje Schaake.

Il testo approvato contiene una definizione (emendamento 234) più rigorosa di neutralità della rete: “Per neutralità della rete si intende il principio in base al quale tutto il traffico internet viene trattato allo stesso modo, senza discriminazioni, limitazioni o interferenze, indipendentemente dal suo mittente, dal  destinatario, dal tipo, dal contenuto, dal dispositivo, servizio o applicazione”.
Il Parlamento non si è, quindi, limitato a stabilire norme che vietano la discriminazione mediante la gestione del traffico, ma è andato oltre ponendo una definizione positiva di neutralità della rete.

Rimane la possibilità per gli operatori di telecomunicazioni di fornire “servizi specializzati” con qualità ottimizzata, ma ulteriori emendamenti approvati riducono le possibili implicazioni negative. Tali servizi non possono essere commercializzati od utilizzati come sostituto per il servizio di accesso ad internet (emendamento 235), e i fornitori non devono discriminare tra servizi e applicazioni funzionalmente equivalenti (emendamento 236). Questo vuol dire che non sarà possibile, ad esempio, che un operatore di telecomunicazioni fornisca un proprio servizio voip degradando nel contempo la qualità di servizi concorrenti.

Infine il voto sancisce la fine delle tariffe di roaming entro dicembre 2015.

L'eurodeputato Marietje Schaake si è detta soddisfatta per l'esito della votazione: “Dopo mesi di negoziati, il Parlamento ha approvato la mia proposta di chiudere le ultime lacune sulla neutralità”, aggiungendo che il Parlamento ha scelto di preservare la concorrenza, l'innovazione ed un internet aperta. Gli emendamenti vanno in favore dei diritti dei consumatori e della parità di condizioni per tutti gli operatori sul mercato digitale, garantendo che anche le piccole e medie aziende possano avere le stesse opportunità di offrire servizi online.
Dello stesso tenore il commento di Amelia Andersdotter, portavoce dei Verdi per le comunicazioni elettroniche.

Adesso la parola passa al Consiglio Europeo. Anche se il testo potrà essere ulteriormente modificato, una battaglia fondamentale è stata vinta, anche grazie alla mobilitazione di tante associazioni per la tutela dei diritti dei cittadini e dei cittadini stessi che hanno fatto sentire, democraticamente, la loro voce a mezzo fax e mail inviate ai membri dell'europarlamento.
Il voto appare importante anche in considerazione del fatto che in altri mercati, come quello americano, si pone maggiore attenzione alle esigenze delle aziende piuttosto che ai diritti dei cittadini e quindi alla neutralità della rete.
Il Consiglio delibererà il 5 o 6 giugno.

Segnala un errore
LINEE GUIDA AI COMMENTI