Prime vittime della legge bavaglio in Spagna: vietato criticare polizia e politici (sui social e non)

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Sono passati due mesi dall’entrata in vigore in Spagna della Legge di Sicurezza Cittadina - di cui abbiamo parlato in diverse occasioni su Valigia Blu (qui, qui e qui) -, quanto basta per rendere manifesta l’inadeguatezza della nuova norma, che entra in conflitto con le più basilari libertà di espressione e di manifestazione. E che si presta in alcuni casi a essere il manganello legislativo di politici e forze dell'ordine.

In attesa che il Tribunale Costituzionale esamini il ricorso presentato dall’opposizione parlamentare (PSOE, Izquierda Plural, UPyD, Compromís-Equo, Coalición Canaria e Geroa Bai), abbiamo raccolto cinque casi in cui è stata applicata la legge, tra il ridicolo e il surrealista.

La Polizia inizia a sanzionare le vittime della tratta

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Accusata di “realizzare atti di provocazione sessuale nella via pubblica mediante l’esibizione oscena del corpo, con l’obiettivo di captare clienti per esercitare la prostituzione, con conseguente rischio per la sicurezza viale”. Sono queste le colpe di Svetana (nome falso a uso dei media), prostituta di origine rumena, portata a Madrid dalle mafie della tratta, e che adesso dovrà pagare una multa di 600 euro allo Stato spagnolo.

La Asociación para la Prevención, Reinserción y Atención a la Mujer Prostituida (APRAMP), una ONG che aiuta le vittime dello sfruttamento sessuale a uscire dalla loro situazione, ha criticato duramente la decisione delle forze dell’ordine di denunciare Svetana. “Quando siamo arrivati sul posto stava piangendo, era spaventata perché un poliziotto le aveva fatto una multa e i suoi sfruttatori l’avrebbero picchiata di nuovo”, ha dichiarato la coordinatrice dell’associazione. “Gli agenti di polizia non hanno preso in considerazione il fatto che si tratta di una vittima”.

Quella donna non stava vendendo il proprio corpo in strada per decisione propria. Né lei, né la maggior parte delle donne straniere che si prostituiscono nelle vie della capitale. Sono prigioniere dello sfruttamento delle mafie, vittime degli spacciatori di persone. Le multe indiscriminate, secondo la ONG, contribuiranno solamente a complicarne la vita perché i loro aguzzini le toglieranno dalla strada e le sposteranno in appartamenti, “spazi invisibili”, e sarà più difficile per le associazioni come APRAMP aiutarle.

Scrive su Facebook che la Polizia è una “casta di pigri”

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Eduardo Díaz, 27 anni, agente commerciale laureato in Storia con un Master alle spalle, è una delle prime persone sanzionate con la Ley Mordaza. La causa? Uno status su Facebook.

La disoccupazione nella sua città, Güímar (Canarie), ha raggiunto il 40%: è questa una delle ragioni che lo ha spinto assieme ad alcuni amici ad aprire una pagina su Facebook che pubblica notizie di politica locale e contestazione sociale.

Lo status incriminato è una critica al sindaco del PP per aver trasferito la sede della Polizia, che Eduardo chiama “una casta di pigri” (“casta de escaqueados”, che trovano scuse per non fare il proprio lavoro). Appena sei ore dopo la pubblicazione di queste parole, la Polizia ha bussato alla sua porta per consegnargli una multa per infrazione lieve alla Legge di Sicurezza Cittadina (da 100 a 600 euro). "Mancanza di rispetto e considerazione verso le forze dell’ordine".

“Non sono favorevole agli insulti alla Polizia [...] però credo che, essendo un cittadino che paga le tasse, sono libero di dire la mia su una decisione del governo”. Non in Spagna.

300 euro di multa per aver chiamato “amico” un poliziotto

Evidentemente l’agente di polizia ha ritenuto un eccesso di confidenza il fatto che un conduttore gli si rivolgesse chiamandolo “colega” (amico, in gergo colloquiale) durante un controllo stradale. Il protagonista di questo episodio è un camionista di Malaga, multato per “mancanza di rispetto e considerazione a un membro delle forze dell’ordine”.

Il verbale della multa riporta così i fatti: dopo aver richiesto al camionista di sottoporsi all’etilometro, quest’ultimo si sarebbe rivolto agli agenti in maniera “dispregiativa e sconsiderata, usando la parola ‘colega’ in presenza di viandanti”. Infrazione lieve, 300 euro, ridotti alla metà se si paga nell’atto, per aver ferito l'ego degli agenti.

Vietato criticare pubblicamente i politici

Javier Maroto è l'ex sindaco di Vitoria, capoluogo dei Paesi Baschi. Noto per i suoi discorsi xenofobi e populisti è stato più volte accusato di aver acceso la miccia del razzismo in città. Durante il suo mandato si sono verificati infatti diversi atti di violenza verso la comunità di immigrati. La causa può essere ravvisata nei suoi slogan, come "Non manca il lavoro, eccedono gli immigrati", "Stop ipocrisia, prima gli spagnoli", che gli sono valsi la fama di sindaco anti-invasione. Il lettore più attento avrà notato la somiglianza con qualche politico nostrano.

Questo inverno i suoi sostenitori di ideologia neonazi hanno tappezzato l'associazione dei residenti africani con questi cartelli:

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Pochi giorni fa, durante una raccolta firme organizzata dal suo partito (PP) per cancellare gli aiuti agli immigrati, un passante ha criticato duramente l'ex sindaco gridandogli "sin vergüenza!" (svergognato, un insulto molto usato contro i politici) e ricordando la sua implicazione in un processo per concussione. "Firmerò quando quelli del tuo partito restituiranno i soldi che hanno rubato", gli ha detto prima di andarsene.

Mentre si dirigeva alla sua auto, uno degli agenti di scorta si è avvicinato all'uomo, l'ha identificato e gli ha detto che gli sarebbe arrivata una multa di 200 euro, con l'accusa di "alterare la sicurezza collettiva e creare disordine nello spazio pubblico".

Non è la prima volta che Maroto usa la legge come arma contro i contestatori: stando alla testimonianza di un altro cittadino di Vitoria che lo aveva accusato pubblicamente di fomentare una campagna razzista, il politico avrebbe risposto "bello, questo ti costerà una multa di 350 euro". È la Legge.

La foto proibita: un’auto della polizia in sosta vietata

Avete presente il fenomeno dei gruppi Facebook tipo Sei di Roma se…? Certi spazi sono molto comuni anche in Spagna (declinati in maniera negativa, Non sei di Madrid se non…). Le persone usano questi luoghi per condividere momenti di vita quotidiana, lamentele, o critiche che li identificano con la propria città. È il classico gruppo contenitore dove tutto vale: scherzi, ricordi, meme in dialetto, foto, polemiche, litigi virtuali, etc.

Ecco, secondo una cittadina di Petrer (Alicante) non sei di Petrer se non… parcheggi dove cazzo vuoi e per giunta non ti fanno la multa. Segue la foto di una macchina della Polizia in un parcheggio per disabili.

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Niente di nuovo, quante volte abbiamo visto su Facebook questo tipo di denunce? Il problema è che l'articolo 36,23 della nuova legge considera un'infrazione grave (da 600 a 30.000 euro di multa) "l'uso non autorizzato di immagini o dati personali o professionali delle autorità o dei membri delle forze dell'ordine che possano mettere in pericolo la sicurezza personale o familiare degli agenti, delle installazioni protette o a rischio l'esito di un'operazione, con rispetto fondamentale al diritto all'informazione".

La foto sul gruppo è durata meno di un giorno prima che venisse rimossa dalle autorità, e la donna (la cui identità era pubblica sulla rete sociale) è stata identificata e ha ricevuto la multa a casa, consegnata a mano in meno di 48 ore. C'è posta per te!

Secondo diverse fonti giuridiche che hanno commentato il caso sui quotidiani spagnoli, questo è un classico abuso normativo, dato che è impossibile dimostrare che la pubblicazione di quella foto costituisse un rischio per gli agenti (che non sono ritratti nell'immagine). Un ricorso potrebbe essere vinto facilmente, però l'iter burocratico non aiuta: è necessario prima di tutto pagare la sanzione e le nuove tasse giudiziarie introdotte dal PP durante questa legislatura, assumere un avvocato, dedicare tempo e stress alla causa... Per una multa di 800 euro? Con il pericolo di doverne pagarne altrettanti in spese processuali senza poi ottenere nulla? Non tutti sono disposti ad assumersi tale rischio.

E sta proprio qui la forza deterrente della legge bavaglio spagnola, non nelle multe da 600.000 euro (che forse non vedremo mai, si spera), ma nelle sanzioni sotto i 1.000 euro, percepite dalle persone come una minaccia reale.

Parlando con un lavoratore che protestava davanti al tribunale, poche settimane fa, ho domandato: "Cosa ne pensi della Legge di Sicurezza Cittadina? Sei preoccupato che ti possano mettere una multa di 300.000 euro per questa protesta?". Si è messo a ridere e mi ha risposto "E chi cazzo ce li ha 300.000 euro!? Scoppierebbe un casino sui giornali... questi qua [indicando l'edificio del tribunale] sono dei pezzi di merda ma non sono mica coglioni". E non ha tutti torti.

"E se la multa fosse di 1.000 euro?". A questa domanda l'uomo si è accigliato, la sua voce si è fatta più grave. "Quello sarebbe un problema per la mia famiglia".

Se mi minacci di sequestrarmi una Ferrari ti riderò in faccia, lasciami senza pane e inizierò a preoccuparmi.

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