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Le false accuse del Giornale alla senatrice a vita Elena Cattaneo

La neo-nominata senatrice a vita Elena Cattaneo è bersaglio, in questi giorni, di molte critiche provenienti, soprattutto, dall'area politica e culturale vicina al centrodestra, come, peraltro, anche le altre tre personalità che Giorgio Napolitano ha chiamato a sedere in Senato. La polemica può essere sintetizzata nel seguente, definitivo, modo: «Sono tutti comunisti».

La polemica contro la Cattaneo ha viaggiato finora su due binari: il suo appoggio a Pierluigi Bersani durante le primarie del Pd e la sua opposizione alle politiche del governo Berlusconi in materia di fecondazione assistita (durante il referendum del 2005) e ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Ieri Il Giornale, con questo articolo di Fabrizio De Feo (ripreso da Libero), ha voluto spostare la polemica dal campo politico a quello scientifico, facendo intendere che, altroché «super-scienziata», la Cattaneo è soltanto «440esima». Insomma: vale poco o nulla e quindi ben altri si meriterebbero il riconoscimento del Quirinale. La conclusione, logicamente inattaccabile, De Feo la deduce dalla consultazione del sito Top Italian Scientists, che riporta un censimento (più che una classifica) di molti scienziati italiani, basato sul loro valore di H-Index, un parametro da tempo utilizzato per misurare l'impatto e la produttività dei ricercatori all'interno della comunità scientifica.

Tuttavia, che in questa classifica - che tale non pretende di essere - Elena Cattaneo ricopra la 440esima posizione è falso. Nella migliore - ma la meno realistica - delle ipotesi, siamo di fronte a una mancata capacità di lettura di ciò che la fonte riporta. Una breve analisi per punti chiarirà perché:

1. Il parametro H-Index ha i suoi limiti, che non staremo ora qui a esaminare nel dettaglio. Ma di difetti se ne riscontrano anche in altri indici bibliometrici, perciò possiamo soprassedere. Tra i limiti, tuttavia, c'è anche quello, ahimè, di non essere stato pensato per stabilire chi sia più o meno degno di ricevere una nomina presidenziale o chi, all'interno della comunità scientifica, si ritrovi di più nello slogan Meno male che Silvio c'è.

2. Il sito spiega con che «beneficio di inventario» si debba prendere la classifica degli scienziati, e ciò non è riportato nell'articolo del Giornale, così da privare i propri lettori di un'informazione utile e limpida. Ovvero:

[Il parametro] ha dei limiti poiché in particolare, la frequenza di citazioni varia nei vari campi [...]. La classifica che presentiamo non [corsivo mio ] deve essere quindi interpretata come comparazione assoluta del valore dei vari scienziati e studiosi, soprattutto fra le materie diverse riportate come 'area' nella tabella.

Cioè: oltre a non servire per stabilire il valore assoluto del lavoro di un ricercatore, il parametro non può essere utilizzato - ed è questa la fallacia principale commessa dal Giornale - per effettuare comparazioni tra studiosi in campi e discipline diverse, per tante ragioni. È perciò privo di senso utilizzare il parametro H-index per misurare la produttività scientifica di chi fa ricerca in Astrofisica rispetto a chi si occupa di Farmacologia, Neurobiologia o Chimica. E come si nota dall'elenco, i nomi appartengono a studiosi di campi molto diversi tra loro.

Tradotto: «NON PARAGONERAI LE MELE CON LE PERE» (11esimo comandamento).

3. «la Cattaneo figura soltanto al 66esimo posto. Nella realtà, però, alla luce dei tanti ex-aequo, la scienziata di origine bergamasca si attesta attorno al 440esimo posto.» scrive De Feo.

Come si può leggere, sarebbe in verità il 64esimo, ma sorvoliamo, perché non è nemmeno così. Diversi scienziati hanno lo stesso H-Index, perciò nessuno, tecnicamente, figura al 64esimo posto, o al 60esimo o al 58esimo. Inoltre, almeno qui sul pianeta Terra, un ex-aequo è ex-aequo, perciò se decidiamo che tutti i concorrenti di una gara si sono piazzati al primo posto, allora questi si sono piazzati tutti... al primo posto! Perciò «alla luce» di questo ex-aequo consegniamo a tutti la medaglia d'oro.  In questo caso, tutti gli studiosi che come Elena Cattaneo possiedono un H-Index pari a 53 vengono posizionati al 64esimo posto. Ma Il Giornale, no, non ci sta, perché suona troppo facile e deve esserci sotto qualcosa. Perciò Il Giornale si limita a contare, con scrupolo, tutti i nomi riportati nella tabella, fino a incontrare Elena Cattaneo, il «440esimo» dell'elenco. E trovare, così, il titolo-scandalo. In realtà sarebbe il 443esimo. Ma le hanno fatto uno sconto.

Infine, come abbiamo visto al punto 2., se è privo di senso stabilire classifiche tra ricercatori di aree diverse, si può immaginare quanto sia farlo anche tra valori di H-Index identici.

Da quanto detto appare evidente come  l'articolo del Giornale, oltre a non fornire ai lettori né un'opinione corretta né gli strumenti adatti per leggere le fonti utilizzate,  si riduca ad un'arma polemica contro un avversario politico. E un'arma usata in modo improprio, per ridicolizzare una persona le cui ricerche nel campo delle malattie neurodegenerative, soprattutto la Corea di Huntington, sono riconosciute anche al di fuori della comunità scientifica. Una polemica svolta senza alcuna cognizione degli argomenti in questione, cosa che non contribuisce ad innalzare il livello di un'informazione già molto carente, su temi come quelli scientifici.

Questo esula dalle discussioni sui senatori a vita, sull'opportunità di conservare questa istituzione, sul fatto che altri meritassero o meno questa nomina. Esula dalle simpatie politiche, sia proprie che della persona in questione, il cui lavoro non merita di essere ridotto a una polemica che si esaurisce, come purtroppo spesso capita, nello spazio di un titolo a effetto, utile solo ad eccitare l'animo del pubblico dei propri lettori, ridotti (sempre più) a tifoserie in guerra.

Aggiornamento: Francesco Sylos Labini fa correttamente notare come la classifica Top Italian Scientists, consultata dal Giornale, non sia ritenuta molto affidabile per il calcolo del parametro H-Index.

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