La guida per la verifica di foto e video sui social

[Tempo di lettura stimato: 13 minuti]

La guida di Observers France 24 per la verifica di foto e video sui social media.
[traduzione Marion Sarah Tuggey]

Abbiamo deciso di pubblicare questa guida sperando possa essere utile per la verifica di foto e video che vengono diffusi sui social. L'ultimo episodio eclatante in termini di diffusione di foto sbagliate è quello della donna-kamikaze che si sarebbe suicidata durante gli attacchi di Parigi (ma poi si è scoperto che anche questo dettaglio era falso). Tantissime testate, italiane e straniere, hanno pubblicato la foto della terrorista Hasna Ait Boulahcen nella vasca da bagno. Ma quelle foto sono di Nabila Bakkatha, una ragazza marocchina: qui potete vedere il video pubblicato da AJ+ che l'ha raggiunta e intervistata.

Innocent Woman Mistaken For Suicide Bomber

This woman was falsely portrayed as a suicide bomber by media outlets, including AJ+. We found her in Morocco.

Posted by AJ+ on Lunedì 23 novembre 2015

 
E questo è il commento di scuse di AJ+ per l'errore commesso in precedenza (difficilmente troverete un commento simile sui media italiani che hanno ripreso la notizia della foto attribuita alla persona sbagliata senza però scrivere di aver pubblicato anche loro quella foto "sbagliata"):

At the time of production of our first video on the Saint-Denis raids, multiple news outlets identified the suicide bomber as Hasna Aitboulahcen. Following additional reporting that revealed that she was not the suicide bomber, AJ+ immediately updated our original story.  As for the photos used of Hasna Aitboulahcen, we regret that we failed to confirm that one of the photos used of her by various news outlets around the world was actually a picture of her. Once it was made clear that the wrong photo had been used, we took down our original video, and have published an interview with Nabila, the victim of mistaken identity. At AJ+, we try to be as transparent as possible with our audience, and to correct any mistakes we may inadvertently make.

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Le informazioni false online, siano esse relative all’argomento dei migranti o a quello della guerra in Siria – o, in realtà, relative a qualsiasi storia appaia nelle news, sono un fenomeno sempre più diffuso. I social media in particolare sono inondati di foto e video che sono o falsificati o proposti fuori contesto. Anche se i media non possono essere sempre rapidi nel verificare ogni foto che trovano, ci sono decine di strumenti e di tecniche che vi aiutano a fare controlli incrociati delle immagini, evitando di cadere nella trappola dei fake.

1) Si può mai essere sicuri al 100%?
2) Due tipi di analisi
3) Il primo passo: quando è stata scattata la foto?
4) Google Image
5) I dati EXIF delle immagini
6) Geolocalizzazione: uno strumento utile, che però si porta dietro un tranello
7) Analizzare l’immagine più attentamente
8) Google Maps, Google Earth, e Google Street View
9) Chi è l’autore?
10) L’uso dei social media per verificare i social media
11) Crearsi un proprio network
12) E il vostro istinto?
13) Potete essere manipolati quando meno ve lo aspettate
14) Un po’ di persone da seguire
15) Qualcosa da leggere

Così come la propaganda non è nata assieme ad Internet, anche le immagini venivano modificate ben prima dell’avvento di Twitter e Photoshop. Per fare solo un esempio, l’Unione Sovietica cancellava regolarmente dalle foto politici caduti in disgrazia, anche se i risultati apparivano tristemente dilettanteschi in confronto alle tecniche avanzate di modifica delle foto usate oggigiorno.

staline
Il ‘Commissario’ Nicolai Yezhov e l’ex leader sovietico Joseph Stalin negli anni ’30.

Ciò che è cambiato, in ogni caso, è che oggi praticamente chiunque può fare, caricare e condividere foto e video fuorvianti. I social media hanno davvero dato a chiunque abbia un interesse nel diffondere false immagini online i mezzi per farlo con pochi click del mouse.
In Francia, il problema ha ricevuto attenzione diffusa dopo il massacro di Charlie Hebdo. Nelle ore seguenti la sparatoria, dozzine di foto false circolavano sui social media. Il messaggio trasmesso era sempre lo stesso: “Vi stanno mentendo!”. Non ha importanza chi sia accusato per queste supposte “bugie” – gli ebrei, i massoni, gli Stati Uniti, a volte tutti e tre assieme – quello che questi utenti di Internet vogliono è seminare il dubbio e, nel farlo, screditare il lavoro dei giornalisti.

voitures
Immagini che miravano a provare che l’auto usata dai fratelli Kouachi non era la stessa poi ritrovata nel XIX Arrondissement di Parigi. Ma la discrepanza di colore degli specchietti retrovisori laterali è causata dal diverso angolo di riflessione del sole.

Non c’è nulla di meglio di foto o video per prendere in giro le persone online. Come dice il proverbio, “vedere per credere”.

hitler
Utenti Internet pro-Russia affermavano che questa foto fosse la prova che simpatizzanti nazisti stessero combattendo assieme alle forze ucraine. La foto è stata ampiamente modificata.

Utenti pro russia.

I seguenti consigli dovrebbero affinare le vostre abilità di individuare un fake. La guida si basa sull’esperienza dei giornalisti che lavorano a FRANCE 24 Observers, che ormai da otto anni compiono controlli incrociati sui contenuti amatoriali per il canale di news FRANCE 24.

1) Si può mai essere sicuri al 100%?

È importante sottolineare che non sempre è possibile dire con assoluta certezza che un’immagine è falsa. Ad esempio, si possono usare i seguenti consigli per determinare la veridicità di una data, o che i dettagli dell’immagine non corrispondono alla posizione fornita dalla didascalia. I giornalisti spesso passano ore a verificare foto e video, per aiutare i redattori a decidere se sia il caso o meno di trasmetterli. Quindi, ad esempio, anche se è impossibile stabilire la data esatta nella quale è stato filmato un video, i redattori possono decidere di mandarlo in onda comunque, se sono sicuri che la scena in esso documentata è autentica.

2) Due tipi di analisi

Ci sono due approcci complementari per il controllo dell’autenticità di un’immagine. Il primo implica l’esecuzione di un’analisi “tecnica”. In termini concreti, significa estrarre i dati contenuti nei file del video e della foto. Il secondo implica un’analisi del contenuto, potenziando il processo tradizionale del fact-checking con metodi specifici per i social media.

Non ci sono scorciatoie, perché non esiste alcun software capace di verificare se un’immagine è falsa o meno. Usare i social media per indagare sull’autenticità dei contenuti generati dagli utenti è una capacità che può richiedere anni di perfezionamento.

Inizieremo con qualche strumento di base, prima di avventurarci in tecniche più avanzate.

3) Il primo passo: Quando è stata scattata la foto?

Persino con i software più moderni di photo-editing, ci si mette del tempo e non è semplice creare un’immagine falsa, e ancora più difficile è renderla credibile.

La stampa cinese è colma di immagini modificate in modo frettoloso. La foto qui sotto è un esempio perfetto, preso da una pubblicazione nella città di Hangzhou.

chine_volant

Non vi ci vorrà molto a vedere gli enormi errori di proporzione e di prospettiva.

Dato che modificare una foto è un processo piuttosto complicato, molti utenti di Internet ricorrono ad un metodo più semplice. Usano una vecchia immagine fuori dal suo contesto originale e la collegano ad una storia apparsa recentemente.
La foto qui sotto è un esempio di questa tecnica: ha provocato proteste quando ha iniziato a circolare online non molto dopo che una fuga disordinata aveva ucciso migliaia di persone a La Mecca nel settembre 2015.

saoudien

Utenti internet di ogni provenienza brandivano la foto come prova che le autorità saudite avessero usato i bulldozer per portare via i corpi. Nessun corpo era chiaramente visibile nel video. Dopo aver investigato, i nostri giornalisti sono stati in grado di dimostrare che la foto era stata fatta in realtà nel 2004, dopo che aveva avuto luogo un incidente simile. Ed anche in quel caso, non era probabile che i corpi fossero stati rimossi coi bulldozer.

4) Google Image

Se capite che una foto è più vecchia di quanto affermi la didascalia, il vostro primo istinto dovrebbe essere quello di passarla su Google Images o Tineye. Questi strumenti rivelano qualsiasi occasione nella quale la foto è stata pubblicata online in precedenza.

Questa foto, secondo la didascalia, dovrebbe rappresentare una giovane vittima della guerra che sta devastando l’Ucraina orientale.

enfant_3

La ricerca di quella stessa foto in Google Images dimostra che è stata già pubblicata nel 2010, ben prima che scoppiassero le battaglie ucraine. L’immagine è apparsa per la prima volta in un concorso fotografico tenutosi dall’altra parte del mondo, in Australia.

enfant_google

Eppure, anche se questo strumento è di certo utile, ha i suoi limiti. A volte può sfuggirgli la storia delle pubblicazioni di una foto. Anche se non si ottiene nulla su Google Images, ciò non significa in alcun modo che la foto non sia mai stata pubblicata online. Persino il gigante americano dei motori di ricerca non è esente da errori.

Quando si parla di video, comunque, non esistono strumenti paragonabili a Google Images per controllare la storia delle pubblicazioni del video. Con l’aiuto di YouTube, Amnesty International ha preparato uno strumento online che può essere utilizzato per controllare la URL di un video.

amnesty

Se lo stesso video fosse stato pubblicato in un altra data su YouTube, questo strumento lo troverebbe. Esistono però risvolti negativi palesemente ovvi. Da una parte, si controlla solo il contenuto postato su YouTube. Dall’altra, se il video viene modificato leggermente – anche solo se vengono tagliati pochi secondi all’inizio o alla fine – il link fra le due versioni viene perso, e lo strumento di ricerca non restituisce alcun risultato.

5) I dati EXIF delle immagini

È anche utile prendere familiarità con i dati EXIF salvati nei file delle foto. Ogni volta che una fotocamera o uno smartphone scattano una foto, salvano i dati relativi in un file – spesso un file .jpeg – che può dirci quando è stata scattata la foto e che tipo di fotocamera l’ha scattata. Cliccare sul tasto destro del mouse sulla foto apre il menu “Proprietà”, cliccare poi su “Avanzate” permette di dare un’occhiata ai dati. Per rendere le cose più facili, EXIF viewer, di Jeffrey Friedl, è uno strumento utile che vi permette di estrarre i dati contenuti in un’immagine, e persino di localizzare la stessa su una mappa, se è stata fatta con uno smartphone.

jeffrey

Di nuovo, la tecnologia non può risolvere tutti i vostri problemi. I dati EXIF sono spesso persi quando le foto sono caricate sui siti internet o sui social media. Le informazioni si possono perdere anche quando un’immagine viene modificata in Photoshop. È quindi cruciale cercare di trovare il file immagine originale. Se è stato spedito direttamente via email, dovrebbe contenere i dati EXIF catturati assieme alla foto stessa.

Ed ecco il problema: i dati EXIF possono essere alterati da chiunque vi voglia imbrogliare. In realtà però pochi utenti internet hanno il bagaglio tecnico necessario a fare tanto.

6) Geolocalizzazione: uno strumento utile, che però si porta dietro un tranello

Le persone possono mentire sulla data di un’immagine, e possono mentire anche sulla sua posizione. Molte foto finte sono semplicemente fatte in una nazione e pubblicate come se rappresentassero un evento accaduto in un’altra. Per evitare questa trappola, molti giornalisti fanno ricerche geograficamente mirate sui social media.

Lo scopo è quello di mettere in luce solo le foto scattate vicino agli eventi in corso, escludendo quegli utenti internet che twittano a migliaia di chilometri di distanza. Ci sono tanti strumenti – alcuni gratis, altri no – che permettono di risalire alla posizione di un utente internet che sta postando messaggi sui social media (Yomapic, Echosec, Gramfeed, SAM Desk, Geofeedia, per citarne solo alcuni). Anche il motore di ricerca avanzata di Twitter è uno strumento utile: https://twitter.com/search-advanced?lang=fr.

Twitter

avance_twitter

Advaced Twitter Search

Tweetdeck, strumento che serve per gestire i feed Twitter personali, permette agli utenti di aggiungere codici specifici per posizione geografica, nel momento in cui si compie una ricerca (ad esempio: geocode:44.467186,-73.214804,200km). Non è complicato come sembra, e si possono trovare più informazioni qui.

La geolocalizzazione può rivelare più informazioni riguardo ad un’immagine, ma si porta dietro un tranello. Qualcuno che vive in Yemen può tranquillamente postare una foto su Twitter ricevuta via email da un altro luogo. Come risultato, cercando foto del conflitto in Yemen, lo strumento di geolocalizzazione vi darebbe come risultato anche quella foto, scattata però in un’altra nazione.

Ma non perdiamo ancora ogni speranza. Nonostante i numerosi lati negativi già delineati in questo articolo, l’analisi tecnica diventa formidabile quando viene accoppiata al giornalismo investigativo. Lo scopo non è infatti quello di ricordarvi i principi base necessari a controllare la veridicità delle informazioni, come i controlli incrociati sulle fonti e le “5 W”.

Dobbiamo invece concentrarci su quali metodi ci siano a nostra disposizione per verificare le immagini pubblicate sui social network.

7) Analizzare l’immagine più attentamente

La prima cosa da considerare sono i dettagli non coerenti con quello che la foto dice di mostrare, facendovi le giuste domande. Ecco qualche esempio.

iran2009

Quest’immagine è stata erroneamente trasmessa da uno dei più grandi canali francesi, France 2. La scena era descritta come se avesse avuto luogo in Iran, nel dicembre 2009. Una rapida scorsa all’immagine rivela una serie di dettagli che ci possono permettere di verificare la sua autenticità. Gli scudi della polizia iraniana dello stesso colore di quelli dell’immagine? I marciapiedi di Teheran sono dipinti di giallo? I giovani iraniani si vestono davvero così?

La foto in realtà è stata scattata in Honduras. E non c’è modo migliore di scoprire quanto sia fuorviante la didascalia che mostrarla ad un iraniano, che probabilmente rimarrebbe scioccato dal fatto che in dicembre, con un freddo gelido, tutti sembrino indossare solo la maglietta.

Un altro esempio, molto più recente, si riferisce alla crisi dei migranti in Europa, uno dei temi preferiti di chi vorrebbe fuorviare l’opinione pubblica. Il nostro team di giornalisti ha già demistificato diversi foto e video, incluso questo spezzone di filmato condiviso da estremisti di destra.

Secondo la descrizione postata su YouTube, il video mostra violenze operate per mano di migranti a Erfurt, una città della Germania centrale. Due dettagli cruciali dovrebbero però far sollevare più di un sopracciglio. Per prima cosa, si possono sentire gli assalitori che attaccano la macchina della polizia parlare in perfetto tedesco, cosa sorprendente per un gruppo di siriani o afghani appena arrivati. Dopodiché, una rapida ricerca su Google è sufficiente a vedere che i veicoli blu usati dalla polizia di Erfurt non coincidono con quelli verdi che si vedono nel video. Il filmato in realtà è stato girato nel 2011 a Dortmund. In un terribile colpo d’ironia, gli uomini che stavano distruggendo tutto sono in realtà attivisti neonazisti.

8) Google Maps, Google Earth, e Google Street View

Per analizzare davvero una foto o un video, dovete dedicarle tutte le vostre attenzioni. Guardate i dettagli: abiti, architettura, clima, accenti che si possono sentire, persino la forma delle coperture delle fognature può essere rivelatrice. A volte, un’occhiata veloce alle previsioni meteo locali può smascherare una bufala (usando questo tipo di strumento: http://www.wunderground.com/history/), così come può farlo mostrare le immagini a qualcuno che vive nelle vicinanze e conosce la zona.

Altri strumenti permettono agli utenti di controllare da soli le aree in questione. Panoramio usa i dati GPS per raccogliere foto amatoriali da luoghi specifici. Ma di nuovo, Google offre probabilmente gli strumenti più pratici. Con Google Map, Google Earth e Google Street View, digitare un indirizzo rivelerà informazioni topografiche e tutta una serie di altri dettagli.

È il momento di un quiz! Guardate attentamente la foto qui sotto. Come verifichereste dove è stata scattata?

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Qui non c’è stato alcun tentativo di fuorviare l’osservatore. È possibile distinguere un indirizzo su un cartello stradale: 20, Bowery. Una ricerca veloce su Google Maps rivela che la strada si trova a New York, a Chinatown. Dopodiché, si va su Street View per vedere dettagli a livello del terreno, e prove che è proprio quello il luogo dove è stata scattata la foto.

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Google Street View

Google Map e Google Earth possono essere utili per fare analisi approfondite. Tenete gli occhi aperti per i dettagli più piccoli, come un ponte sullo sfondo, o un segnale stradale seminascosto, che possa confermare la posizione dell’immagine. La comunità online ‘Bellingcat’ compie regolarmente inchieste su questa linea, chiamando persino gli utenti internet per coinvolgerli.

9) Chi è l’autore?

Quando si tratta di analizzare i social media, dovreste indagare sulla persona che ha postato l’immagine. È importante rintracciare il profilo dell’utente che per primo ha caricato la foto, cosa che si può fare usando Google Images (vedete sopra). Una volta che chi ha postato per primo è stato trovato, guardate alla storia delle sue pubblicazioni.

Posta spesso? Posta video sempre della stessa zona? I suoi post sembrano coerenti con quello che ha postato in precedenza? Chiedendovi queste semplici cose, potete risparmiare tempo e mettere da parte gli imbroglioni in fretta. Ad esempio, diamo un’occhiata ai primi airstrike compiuti dalla Russia in Siria verso la fine del settembre 2015. Diversi video sono stati rapidamente caricati nel canale YouTube qui sotto.

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Prima ancora di comparare il filmato alle immagini di Google Earth, o di ascoltare per assicurarsi che i suoni siano coerenti con gli eventi che dovrebbero esservi rappresentati, date un’occhiata alla cronologia delle pubblicazioni su YouTube. La prima cosa che emerge è che quel particolare canale ha ospitato video filmati a Talbiseh per diversi mesi. Sappiamo già che questa città è stata colpita dai raid aerei russi. Ciò è rassicurante, ma non abbastanza per essere sicuri che il video sia autentico.

Fare ricerche sugli utenti internet è possibile su social network come Facebook, Twitter e YouTube, dato che tengono traccia delle attività dell’utente. La popolarità crescente di app di messaggistica istantanea come WhatsApp e Viber sta rendendo il nostro mondo più complicato. Queste app non forniscono quasi alcuna informazione sugli utenti che condividono immagini.

Essi sono identificati solo dal numero di telefono – che vi permette di sapere in che nazione vivono, o almeno dove hanno comprato il telefono – ma è impossibile vedere cosa hanno postato precedentemente o chi sono i suoi “amici”. Inoltre, WhatsApp e Viber solitamente cancellano i dati Exif sulle immagini che ospitano. Ciò rende le verifiche estremamente difficili.

10) L’uso dei social media per verificare i social media

Realizzerete presto che è meglio verificare le foto con più persone rispetto a farlo con una persona singola. Per definizione, i dettagli spesso passano inosservati. Un'immagine può essere vista centinaia di volte prima che un’incongruenza venga notata da qualcuno. Prendete ad esempio la famigerata foto che in teoria doveva mostrare il corpo di Osama Bin Laden morto. È stata già mostrata dai televisori di tutto il mondo, prima che gli utenti di twitter capitassero sulle diverse foto che erano state usate per creare la falsa immagine.

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Questa foto vera di Osama Bin Laden, vivo, è stata mescolata con la foto del corpo di un morto scattata in Iran. Questa foto dimostra perché, quando si è in dubbio, è sempre necessario leggere i commenti postati dagli utenti di Internet. Qualcuno probabilmente avrà notato qualcosa che voi non avete visto.

Quindi, ascoltate le parole. Sui social media, troverete qualcuno che parla la lingua che state analizzando. Probabilmente non parlate Urdo o Lingala, ma qualcuno che è sui social media sì. Inoltre, gran parte delle persone si offriranno di aiutarvi se glielo chiederete con gentilezza – credeteci su questo punto. Fate uso delle rete dei social media per chiedere le traduzioni di didascalie delle immagini o commenti degli utenti. Questo metodo è molto più affidabile di Google Translate.

11) Crearsi un proprio network

Fare affidamento su utenti internet che non conosciamo o dei quali non ci fidiamo ha i suoi limiti, in ogni caso. Ecco perché è importante crearsi un proprio network. Con FRANCE 24, dal 2007, abbiamo creato la nostra rete di observers che oggigiorno conta più di 6.000 persone sparse in tutto il mondo. Questi citizen journalist lavorano assieme al nostro gruppo di professionisti per coprire le notizie. Grazie a questa rete di collaboratori – fatta di persone che conosciamo e nelle quali abbiamo fiducia – possiamo verificare le news velocemente ed in modo efficiente.

Ecco un esempio. Nell’ottobre del 2009, il nostro team ha ricevuto una foto che teoricamente mostrava un omicidio in pieno giorno a Conakry, in Guinea. Ci sono davvero pochi giornalisti di stanza in quella nazione, quindi non potevamo affidarci a professionisti per verificare questa informazione.

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Il nostro gruppo ha spedito queste immagini a diversi dei nostri observers di stanza in quella stessa città. Uno di loro ha notato il simbolo di una farmacia e ha riconosciuto la zona. Si è diretto sulla scena, dove parlando con i testimoni è stato in grado di confermarci che l’incidente era effettivamente occorso quello stesso giorno.

Ovviamente non tutti hanno la loro rete di observers. Ma grazie ai social media, tutti hanno l’opportunità di creare una loro community. Sia essa attraverso Facebook o Twitter, con il tempo chiunque può crearsi una rete di contatti preziosa che può aiutare a fare un controllo incrociato delle informazioni grazie alla loro esperienza o alla loro posizione geografica.

12) E il vostro istinto?

Abbiamo parlato delle analisi tecniche e di quelle investigative, ma dovremmo anche credere al nostro istinto? Assolutamente – ma anche se questa è una capacità, ci vuole del tempo per perfezionarla. Ad esempio, qual è le vostra prima reazione dopo aver visto questo video?

Il filmato è stato diffuso da un gran numero di media, e ha creato grande fermento online. Ma il video era filmato così perfettamente, che sembrava troppo bello per essere vero. Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, allora probabilmente è così.
Il video è breve, l’azione si svolge a distanza ravvicinata e tutto appare in piena visione di telecamera. In seguito, l’uomo cade a terra e scappa senza grosso trambusto, nonostante sia umiliato. Non è sorprendente, a dire poco. Il nostro istinto ci ha detto che era falso.

Da lì, siamo stati in grado di raccogliere dettagli concreti per sostenere il nostro sospetto. Il nostro team di giornalisti ha semplicemente chiamato il bar russo dove era stato girato il filmato e facendolo ha scoperto la verità. Non era null’altro che una pubblicità filmata da un’agenzia di PR.

13) Potete essere manipolati quando meno ve lo aspettate

Tristemente, questo tipo di eventi fake che fanno capo a pubblicitari stanno diventando sempre più comuni. L’ultima grande bufala: un migrante “falso” che ha documentato il suo viaggio per promuovere un festival fotografico.

Le agenzie di pubblicità non si preoccupano di minare la credibilità dei media outlet o dei siti di social networking nel mentre. Se ci cascate e diffondete la bufala, tanto meglio per loro.

Tenete in mente che è nell’interesse di tante persone fuorviare i giornalisti. Parliamo di nazioni, partiti politici, teorici della cospirazione e persino di persone con buone intenzioni. Anche i gruppi per la protezione dei diritti umani, o attivisti benintenzionati potrebbero spedirvi una foto senza sapere che è completamente falsa. E se tendete ad essere d’accordo con la loro causa, questo potrebbero rendervi meno vigilanti del solito quando si tratta di controllare l’immagine. Abbiate sempre dubbi, e non esitate a contattare il nostro team se avete bisogno di una mano: observers@france24.com.

14) Un po’ di persone da seguire

Ecco alcuni esperti di verifica da seguire su Twitter:

Malachy Browne, di reported.ly (e ovviamente il suo collega Andy Carvin).
Tom Trewinnard di Checkdesk e meedan.
Claire Wardle di Tow Center.
Una coalizione di esperti di First Draft guidata da Jenni Sargent.
Dhruti Shah, di BBC News.
Joey Galvin di Storyful.
Jochen Spangenberg di Reveal Project.
Anne-Marie Lupu di EBU.

15) Qualcosa da leggere

A complete guide to verification

12 tips from Malachy Browne

The site First Draft

The Storyful agency’s blog

A verification guide by the Citizen Evidence Lab

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