L’Etimacello: #Crisi

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Stravedo. Sono folle d’amore per le parole. Innamorata pazza, dedita, devota. Così delicate, ironiche, salate. Mi sono detta: usiamole, amiamole, impieghiamole tutte nelle loro infinite sfaccettature, ammiriamole da ogni loro scintillante angolazione, stuzzichiamole, spremiamole, mastichiamole. Piangiamole e ridiamole a crepapelle.

Interveniamo di fronte al macello dell’etimologia. Dove il giornalismo è paralitico, dove tecnicismi e inglesismi pietrificano significati e radici, giochiamole: per restituir loro fluidità, valore, potenza. Dignità.

 

 

 

 

Cristalli che si spaccano. Sorrisi incrinati. Cristi sfrattati dalle croci. Criniere senza leoni, cric senz’auto, teenager senza cricca, saggi rincretiniti, criceti nel crispy mac bacon. Cervelli crivellati e conti in banca crittografati. Ero lì e son qui, lungo il crinale del monte più alto, ero qui e son lì, in un fluido indefinito di suoni sottacqua. Crisi, dal greco κρίσις, scelta, decisione; derivato di κρίνω, discernere. Entrare in crisi: nella crisi ci si entra da una porta ben precisa, è un luogo della mente che ti porta via dal nido sicuro e ti trasporta in luoghi altri, dove sei costretto a decidere: vuoi volare o cadere? Sei obbligato a recidere i cancri del tuo valore, a recedere i contratti col tuo padrone. E allora ecco la crisi d’astinenza, la crisi di coppia, la crisi energetica. La grande crisi del sistema. La crisi secondo Einstein, la crisi secondo Serreau, la crisi secondo Barnard. Il cambiamento è acuto e porta a una nuova dimensione, peggiore o migliore dipende da te: spreco intensivo o decrescita felice? Produciconsumacrepa o slow e green? Crisi di governo, crisi guidata, crisi di pianto. Occorre prevedere, affrontare, superare una crisi economica: calo della produzione e cassa integrazione, una diffusa disoccupazione, prezzi contratti e bassi salari. Crisi dei subprime, crisi adolescenziale. La crisi ti mette in crisi. E se una crisi viene disegnata a tavolino da intellettuali internazionali? Effetto domino assicurato. Crisi della carta stampata, crisi del mercato immobiliare, crisi della Chiesa. Che vinca il migliore, è la selezione naturale. Il malcontento spinge l’uomo verso il progresso, la crisi d’identità verso l’evoluzione. Nel mezzo, la sfida. La febbre. Siamo pronti alla piega decisiva?

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