Dialogo di un Italiano che deve cambiare una lampadina e la Folla

Folla – Cosa fai? Italiano – Cambio una lampadina. Folla – Cambiare lampadina? Ma sei pazzo? Italiano – Qual è il problema?
Folla – ‘Qual è il problema’ dice lui! Questa è buona! Fai un po’ vedere la marca della lampadina… Ecco! Lo sapevo! Vergogna, vergogna!


Matteo Pascoletti
@valigiablu – riproduzione consigliata

Italiano
- Oh! proprio adesso doveva fulminarsi la lampadina? Volevo leggere un buon libro. Vediamo… dove ho messo le lampadine di riserva? Devo sbrigarmi, prima che faccia buio. Credo fossero nell’ultimo cassetto… eccole! Folla - Cosa fai?

Italiano - Cambio una lampadina. Dunque… si gira in senso orario o antiorario? Folla - Cambiare lampadina? Ma sei pazzo?
Italiano - Qual è il problema?
Folla - “Qual è il problema” dice lui! Questa è buona! Fai un po’ vedere la marca della lampadina… Ecco! Lo sapevo! Vergogna, vergogna!
Italiano - Che c’è?
Folla – Non lo sai che stiamo boicottando quell’azienda per aver chiuso due stabilimenti nello scorso mese? Eh? Non hai visto i sondaggi sul gruppo Facebook? Non hai firmato la petizione? Non hai mandato mail di protesta? Non hai messo l’apposito banner sul tuo blog?
Italiano - In verità no.
Folla - Vergogna! Di tutti quegli operai non ti importa nulla, eh? Le loro famiglie mentre stai qui a cambiare lampadina stanno facendo la fila davanti alla Caritas. Sei contento?
Italiano - Ma no, ma no. Guarda, metto via questa lampadina, ne prendo una dal secondo bagno, è di un’altra marca.
Folla - Fa vedere… ah, complimenti!
Italiano - Che c’è?
Folla - Ti pare una lampadina a basso consumo?
Italiano - No, ma è lì da chissà quanto …
Folla - Complimenti! Ora mi verrai a dire che il risparmio energetico non spetta a te, non è compito tuo, quindi se c’è un villaggio in Botswana dove non hanno corrente elettrica a te non importa, vero? Stai in Italia, comodo, chissenefrega del Botswana!
Italiano - Avete ragione, avete ragione. Allora prendo la lampadina del faretto in camera, è a basso consumo.
Folla - Bene, bravo! Vedi che la tua è solo pigrizia e mancanza di informazione?… Fermo! Cosa stai facendo!
Italiano - Ho preso la lampadina a basso consumo, ora la avvito.
Folla - “Ora la avvito” dice lui. Complimenti!
Italiano - Perché?
Folla - Con quale mano la stai avvitando?
Italiano - La sinistra.
Folla - Chi l’ha deciso?
Italiano - Io.
Folla - Ecco, è arrivato lo scienziato! Hai controllato i dati sugli incidenti domestici? Non sai che secondo una Commissione Onu del 2010, nei paesi occidentali il rischio di incidenti domestici quando si avvitano lampadine usando la mano sinistra è maggiore del 20%? Vuoi rimanerci secco?
Italiano - Capisco, ma sono mancino.
Folla - E chi l’ha deciso?
Italiano - Credo la natura, o meglio, il dna.
Folla - Un momento, un momento: tu sei favorevole o contrario alla manipolazione genetica?
Italiano – Dipende.
Folla - Ecco, è arrivato il democristiano! Favorevole o contrario?
Italiano - Se proprio devo decidere, favorevole.
Folla - Ah, vedi? Ipocrita! Allora puoi agire contro la tua natura e usare la destra, il cambiamento deve partire da te!
Italiano - E usiamo questa benedetta mano destra…
Folla - Fermo! In quale verso stai girando la lampadina? Orario o antiorario?
Italiano - La sto girando nell’unico verso in cui si avvita.
Folla - Ecco, è arrivato il fascista, decide lui per tutti il verso. Bel concetto di democrazia, poi lamentiamoci se il Paese è sull’orlo del baratro.
Italiano - Non capisco. Che bisognerebbe fare?
Folla - Votiamo.
Italiano - E votiamo… Chi vuole girare la lampadina in senso antiorario!
Folla [urla] – Noi!… La maggioranza ha deciso.
Italiano - E va bene… [non visto, gira la lampadina in senso orario]. Ecco, finalmente si è accesa, ora posso leggere quel libro…
Folla - Di chi è il libro, fa’ vedere… Ah, complimenti! Bravo, eh! Leggi i libri di quell’antisemita spia nazista?
Italiano - Ma è Céline, uno dei più grandi autori del Novecento…
Folla - Certo, e ora dirai anche che Mussolini è stato uno dei più grandi statisti del Novecento, vero?
Italiano - No, no, per carità… Scusate, ma chi vi ha fatto entrare, a proposito?
Folla - Ecco, è arrivato il leghista… “padroni a casa nostra”. Parli tanto di libertà, poi però quando è il momento di metterla in pratica mostri il tuo vero volto, eh? Apri il frigo, va’, che è ora di cena, e posa quel libro, tanto non è buono nemmeno per avvitare lampadine. A proposito, perché hai cambiato la lampadina in salotto, e non nelle altre stanze? Cos’è questa discriminazione? Il salotto sì, e la camera da letto no? Che c’è dietro?
Italiano – In camera da letto le lampadine funzionano.
Folla - Ah sì? Chi l’ha deciso?

Autore
Maestrino saccente. @matteoplatone



  • daniele spagli

    non mi piace, primo perché incarna tutta una serie di luoghi comuni, e poi perché scimmiotta una nota scenetta di celestini. Se ne poteva fare a meno.

  • matteo pascoletti

    1)No so quali siano i luoghi comuni nel testo, anche perché non li specifichi. Sicuramente l’idea che l’italiano, come massa, adori parlare di qualunque cosa e creda che il numero renda competenti è ampiamente trattata. Poi però bisogna vedere il rapporto tra idea e forma.
    2) Non ho ben capito quale sia la scenetta di Celestini. Comunque la base principale sarebbe il ben noto tormentone-barzelletta “quanti…. ci vogliono per cambiare lampadina” e il dialogo, che come forma letteraria ha una tradizione sconfinata.
    3) No, mi andava di scriverlo e l’ho scritto, quindi non potevo né volevo farne a meno. Spero che questa cosa non offenda (ma non ne vedo motivo).

  • ulblaz

    E’ abbastanza pietoso!!

  • daniele spagli

    spiegare l’ovvio è noioso e non penso valga la pena perderci tempo. Però nel primo commento mi era sfuggito di dire che l’articolo è un po infantile.. La reazione me l’ha ricordato. Si, penso si possa dire che l’articolo è anche piuttosto infantile. Non che ci sia niente di vietato beninteso.

  • matteo pascoletti

    Penso sia ovvio per te, non per chiunque (altrimenti tutti avrebbero dato il tuo giudizio. non è stato così, tra feedback raccolti di persona e via social network). Quindi per favore, non rendere oggettiva una tua impressione: sarebbe più interessante, al limite, tu la motivassi. Argomenti, non sentenze (a meno che tu non voglia reputare ‘infantile’ anche il concetto di ‘argomentare’, ma suppongo di no).

  • iolmao

    Il vostro botta e risposta mi sembra molto quello del racconto del post.

  • Mary

    Se il pezzo non “incarnasse tutta una serie di luoghi comuni” non avrebbe avuto alcun senso. La satira vive di luoghi comuni. Iolmao…sei grande Hahaahhaaa!!!

  • Max

    che buffonata questa pagina.

  • Annalisa

    Non è piaciuta neppure a me…e qui si parla di scrivere, di narrare di una gag che dovrebbe risultare simpatica,ma che non mi ha fatta sorridere,oltretutto, mi spiace per l’autore, ma rispondere alle critiche”battibeccando”, non rende certo il racconto migliore. Un certo risentimento lo si afferra la volo,mi spiace ma, un autore deve mettere in conto che non a tutti piace ciò che viene scritto,non è certo obbligatorio… si incassa e si cerca di far meglio la prossima volta,oppure si cerca un plauso maggiore su altri lidi .. quello però che mi ha infastidita ed urtata di più in questo racconto, è il metodo di introdurre in un racconto pseudo-satirico un tipo di debunking molto comune,come quello di ridicolizzare alcune forme di lotta che i consumatori,o i fruitori di un bene possono mettere in atto,asociandole ad altre cose sciocche o senza senso,in modo da celarne e renderne iniqua la consistenza e l’impatto che finanziariamente potrebbero avere sulle politiche aziendali. Ecco il tuo racconto,oltre a non piacermi,mi ha pure fatta arrabbiare,e le tue risposte ai post precedenti ti presentano bene. Annalisa

  • matteo pascoletti

    Annalisa, scusami tanto, ma il risentimento qua è solo il tuo veramente: “mi ha pure fatta arrabbiare”. Ecco. Ora salta fuori che rispondere ai commenti, è battibeccare. Si chiama confronto: tutto qua. Alcuni lo mettono in pratica, altri no.

  • Daniele Spagli

    Scusami Matteo, ma non c’è proprio niente da confrontarsi… non ci sono semplicemente contenuti della quale valga la pena di parlare.
    L’impressione è che ti sei innamorato di un’idea e l’hai percorsa tralasciando contenuti e messaggio che risultano alquanto banali.
    Quanto poi che la satira viva di luoghi comuni beh… lasciamo perdere.

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