valigia_lilla

E intanto il tempo se ne va

Sono passate le settimane, misurate in cicli di terapia, ogni 21 giorni si rientra in reparto, prelievo la prima mattina, terapia la seconda, dimissioni in terza giornata.Intanto mi sembra di stare meglio, sono anche uscita qualche volta a mangiare al ristorante, pizza, sushi e sautè di cozze.

Certo non sono pronta per la maratona di Boston, ma di sicuro sono in una forma migliore di quando sono stata dimessa dall’ospedale.Ho pure ripreso a fare un po’ di bricolage, poca roba, però ne è uscita una cornice molto carina, poi mi hanno prestato una montagna di libri, guardo molti programmi di cucina e….. mi annoio, mi annoio, mi annoio.

Che non è la noia del non sapere che fare, è la noia del sapere che posso uscire ma è meglio di no, che posso mangiare di tutto ma certe cose è meglio evitarle, che posso vestirmi ma se non mi metto cose che costringono è meglio, che sì posso ricevere visite ma è meglio di no, sai com’è, i globuli bianchi, il rischio infezioni ecc ecc.

La primavera è finita, l’estate è iniziata e io sono chiusa in casa, senza poter fare altro che mangiare, leggere, sbirciare fuori dalla finestra il merlo che abita sul nespolo fare un concerto ogni mattina, feisbukkare e guardare un po’ di tivvù. Potessi farlo in una baita in montagna mi sentirei meno annoiata, forse, ma tant’è, questo mi tocca.
Poi c’è il problema mamma. Colei che non tace nemmeno con un nastro adesivo sulla bocca. Si è presa carico delle pulizie di casa ed ogni pomeriggio piomba armata di stracci e attrezzi. Ovviamente le sono molto grata, un po’ meno per la logorrea. Così adotto la tattica del “ho sonno faccio un pisolino”, una scusa buona per tutte le occasioni.
E’ come premere il tasto Stop. Funziona sempre. Bisogna però ricordarsi di recitare fino in fondo, magari addormentandosi per davvero.
E vi assicuro che in questo io sono da premio Oscar.
Lia Bencivenni
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