Oggi è il compleanno di Michele Serra: auguri di Cuore :D

Omaggio a un vero e proprio mito del giornalismo italiano. Nonostante l’età non perde un colpo e con la sua satira preventiva prende per il culo anche l’iPad 2



Caro Michele,
era il 1989 quando Tango, cadendo rovinosamente, perse una costola e ci rimase secco, ma da quella costola, per fortuna, nacque una piccola, verdastra e combattiva creaturina. No, non lo Scrondo! Sto parlando di Cuore «settimanale di resistenza umana». Era il 1989 e sembra ieri, anche perché c’era già Massimo D’Alema. 

Era il 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino, e dalle prime pagine di Cuore fior di intellettuali, scrittori e poeti, come Fortini e Giudici, si interrogavano su Che cos’è il comunismo, senza immaginare che, a più di venti anni di distanza, la risposta sarebbe arrivata da Daniela Santanchè. 
Sono stati anni in fondo ottimisti, in cui si guardava al futuro con un pizzico di fiducia, forse incoscienza, pur nelle avversità. Come quando, nel primo numero del ‘92 usciste col titolo «Saremo più poveri, ma stronzi uguale», titolo sempre attuale e che non ha risentito del passaggio all’euro. Anni in cui si imparava a conoscere il vero volto dell’Italia dalle insegne dei negozi, le vere «botteghe oscure», e a intravedere il vero volto di un Potere che crollava sotto il peso della sua stessa corruttela. O a scoprire che tra una chiesa e Ufo Robot non c’è tutta questa differenza (magari la chiesa ha la ripresa un tantinello più lenta, ma son dettagli). 
Caro, Michele, era il 1992 quando su L’Unità inauguravi la rubrica Che tempo fa, prendendo e onorando uno spazio che già fu di Fortebraccio. Era il 1992 e sembra ieri, anche perché c’era già Walter Veltroni. 
E anche se gli anni sono passati, e anche se poi hai lasciato quegli spazi, migrando su L’amaca, e a molti hai dato l’impressione, a giudicare dai titoli delle tue rubriche, di essere un pigro meteoropatico, quasi nulla il tempo ha sottratto alla tua arguzia, al tuo sguardo e alla tua ironia, ma soprattutto alla nostra capacità di fingere che sia così. 
E anche se gli anni sono passati tu non hai mai perso un colpo e oggi sei talmente avanti che prendi per il culo anche l’iPad2: ”Alle due principali funzioni, ‘On’ e ‘Off’, ora è stato aggiunto il comodo tasto ‘Vaffanculo’, da cliccare quando non si riesce a capire come funzionano le altre”.

Perciò, caro Michele, noi ti ringraziamo perché, contrariamente a quanto Cuore titolò nel marzo del ’94, quando ci fu la prima vittoria di Berlusconi, tu non sei fuggito a Parigi, ma sei rimasto qui in Italia e hai continuato a scrivere: noi non crediamo alle voci messe in giro da Dagospia secondo cui in realtà sei andato a Parigi e poi sei tornato senza neanche riportare un souvenir, manco una torretta Eiffel di plastica. 
Tanti auguri, Michele!
Matteo Pascoletti
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Nella foto Michele Serra con le zucchine
Autore
Maestrino saccente. @matteoplatone



  • giovanna zucconi

    eh ma grazie matteo&arianna! a nome di michele e di tutto il cucuzzaro

  • Arianna

    Poi x l’utilizzo della foto potete rivolgervi all’agcom e far oscurare questo sito tranquillamente. Grazie infinite

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