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Diritto di replica: Maroni sì, gruppo Pro-vita sì, 200mila cittadini no

25 Novembre 2010 2 min lettura

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Diritto di replica: Maroni sì, gruppo Pro-vita sì, 200mila cittadini no

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Caro Cda (Consiglio di amministrazione della Rai), 

Caro Presidente Garimberti,

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vorrei sottoporre alla vostra attenzione la nostra umile ma onesta richiesta. Così come in modo preciso e solerte avete concesso il diritto di replica al gruppo Pro-Vita che chiede di intervenire nella trasmissione Vieni via con me, dopo la partecipazione di Beppino Englaro e Mina Welby, ci aspettiamo una meditata (sono passati 271 giorni, 9 ore e 20 minuti) ma di certo positiva risposta alla nostra richiesta di rettifica. 
No, non servirà invitarci al Tg1 (anche se sarebbe un'esperienza elettrizzante), basterà solo che il conduttore o la conduttrice dell'edizione delle 13.30 annunci ai telespettatori, che pagano il canone e hanno fiducia nel servizio pubblico, che circa 300 giorni fa quando si parlò del caso Mills il Tg1 aveva commesso un errore, dando una notizia sbagliata: l'avvocato Mills non è stato assolto ma riconosciuto colpevole e il reato prescritto. E sì perché prescrizione non è assoluzione, lo sanno tutti

I fatti sono questi: 
1) 200mila cittadini da oltre 270 giorni chiedono la rettifica al Tg1. Ma nessuno risponde. 

2) Roberto Saviano dice che la ‘ndragheta interloquisce con la Lega al Nord
3) Il Ministro degli Interni Maroni (non il leader della Lega) chiede la replica, chiede di intervenire in trasmissione, vuole un confronto con Saviano e dopo essere andato a Porta a Porta, a Matrix, a L’ultima parola e a In 1/2 ora è stato “spontaneamente” invitato dalla trasmissione Vieni via con me a leggere il suo elenco
4) Adesso il gruppo Pro-vita pretende, come Maroni, il diritto di replica dopo l'intervento di Englaro e di Welby nella trasmissione di Fazio e Saviano. E il Consiglio di amministrazione della Rai con il voto favorevole del Presidente Garimberti dice sì. 
Che cosa dobbiamo dedurre da questi fatti? Che i cittadini, non avendo potere, non appartenendo a gruppi di potere, non contano niente? E se in 200mila chiedono una rettifica si può benissimo fare finta di niente e nemmeno prendere in considerazione la loro richiesta? Perché se è così siamo di fronte all'ennesimo sopruso delle istituzioni che non hanno alcun riguardo verso i cittadini che dovrebbero rappresentare.
Evviva l'Italia


Arianna Ciccone 
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