Perché l’accordo con i social per bloccare i contenuti terroristici è sbagliato

19 gennaio 2017 -

Da dicembre 2016, le principali aziende di social media hanno raggiunto tra loro un accordo per il blocco dei contenuti “terroristici”. Secondo l’intesa, in teoria, si passerebbe da un modello punitivo ex post (cioè repressione del reato) all’applicazione di modelli di prevenzione ex ante, basati sulla sorveglianza del web e il filtraggio della attività degli utenti in rete, delegato alle principali piattaforme online. Ma questo approccio presenta numerose problematiche.

La nuova guerra fredda online

15 dicembre 2016 -

Da anni è in corso una ‘guerra globale’ per il controllo dei nostri dati. Non si tratta di questioni di privacy, di diritti umani o di difendere la democrazia, ma di questioni di sicurezza nazionale e di interessi economici.

Europa e copyright: indietro tutta

31 ottobre 2016 -

La proposta di nuova direttiva copyright della Commissione europea si incentra sulla moltiplicazione delle licenze e la privatizzazione della repressione della pirateria. Un quadro retrogrado e non in grado di cogliere le potenzialità dell’ambiente digitale.

CETA, l’accordo commerciale UE-Canada si farà. Ma non c’è da festeggiare

27 ottobre 2016 -

All’ultimo momento il Belgio ha raggiunto l’accordo con la Vallonia, dicendo di essere pronto a firmare il trattato, come lo sono gli altri Stati. Ma è irrilevante se l’eventuale morte del CETA avrebbe fatto dell’Ue un pessimo negoziatore che si rimangia la sua parola. Piuttosto, l’Europa, prima di avviare le negoziazioni, doveva discutere con i cittadini, come si fa in ogni processo democratico di formazione delle regole, specialmente quelle che incidono sui diritti fondamentali.

Facebook, la censura e i nostri diritti

12 settembre 2016 -

Ritorna al centro del dibattito il ruolo che il social network ha nelle nostre vite. L’incidenza della decisioni di Facebook ormai va ben oltre una sfera meramente economica o editoriale. Ma tocca anche i diritti fondamentali dei cittadini, che vanno protetti e tutelati.

Internet uguale per tutti: la neutralità della rete è salva

5 settembre 2016 -

I rischi di un ‘Internet a due velocità’, di una regolamentazione che avrebbe favorito le aziende ma danneggiato i cittadini e la concorrenza, sono stati superati anche grazie a una consultazione pubblica, soprattutto tramite la piattaforma Save The Internet, che ha visto oltre 500mila interventi. Nonostante ci siano ancora alcune ombre, questo risultato è una grande vittoria degli attivisti dei diritti. Adesso il compito passa alle autorità nazionali che dovranno tradurre in regole le norme, e controllare che gli operatori le rispettino.