Attenzione: arriva la Hadopi italiana

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La spinta di Valigia Blu
Avete presente la Hadopi, la normativa che ha provato a proteggere in Francia il diritto d’autore massacrando la libertà dei cittadini di connettersi in rete? Ecco, arriva, come si è sempre scritto in questa rubrica, qualcosa del genere anche in Italia sotto forma di delibera dell’Agcom che dovrebbe essere approvata il 6 luglio prossimo e contro la quale si è mobilitata tutta la rete, con la spinta principale di Arianna Ciccone e del suo ormai arcinoto sito Valigia Blu, che sta dimostrandosi un architrave della libertà d’espressione via web e non solo nel nostro paese.

Cosa dice la delibera
Proprio secondo Valigia Blu se la delibera sarà approvata davvero in tutta fretta entro la prossima settimana saremo davanti alla «più forte minaccia alla libertà di espressione in Rete che sia mai stata fatta in Italia». Ma cosa prevede questa benedetta delibera? Secondo il testo preparato da Agcom, se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore.

Il potere ad Agcom
La delibera prevede anche che, se la richiesta apparisse fondata, il gestore avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere.
Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all’Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l’avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l’Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti.
Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contraddittorio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l’allegato B della delibera, «ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».

Liberticidi
Il rischio evidente che la rete italiana avrebbe di fronte è quello della chiusura immediata di decine di migliaia di siti per violazione del diritto d’autore. Basterà pubblicare un video di You-Tube con qualche segmento di serial televisivo, ad esempio, per incorrere nella sanzione? O addirittura qualche spezzone di programma Rai o Mediaset? Si espone a possibilità di censura tutto il web italiano, che si sta giustamente mobilitando contro questa triste e liberticida eventualità.

www.marioadinolfi.com

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